Re: Capitoli

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Nik3004 ha scritto: Voi con i capitoli come vi comportate? Sia dal punto di vista della lunghezza e del numero che, sopratutto del titolo. Glielo date? Se si, da cosa prendete spunto?
Io intitolo i capitoli con la data e il personaggio che descrive tutto in prima persona. Le lunghezze cerco di farle omogenee, ma non è un mantra. Per esempio un mio titolo potrebbe essere il seguente:
"12 - Venerdì 23 Aprile 2018, ore 18:55 - Giuseppe Piccionello".
Il Sommo Misantropo

Re: Capitoli

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Dipende molto da cosa si scrive.

I titoli dei capitoli li trovo indispensabili nella letteratura per ragazzi, e lì si riprende in modo più o meno evocativo un elemento caratterizzante, ma anche un'azione o un'ambientazione.
Es: "Lo specchio delle brame", "In fuga", "Nei sotterranei"...

Nella narrativa per adulti mi accontento anche del numero (parlando come lettore).
Però diventa più interessante se il nome del capitolo si collega alla storia. Se ogni capitolo cambia POV, è naturale intitolarli col nome del personaggio di turno.
Se è una narrazione a mo' di diario/appunti personali, ci sta bene la data.

Io ho adorato l'idea di How to get away with murder (serie tv) di usare come titolo per ogni episodio una frase significativa che sarebbe stata pronunciata durante l'episodio stesso.
Capito il giochetto, dopo un paio di puntate, diventa divertente per lo spettatore chiedersi chi dirà quella frase e in quale circostanza.
Questa è un meccanismo che vedrei bene in un romanzo giallo o sentimentale. 

Re: Capitoli

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Nik3004 ha scritto: Voi con i capitoli come vi comportate? Sia dal punto di vista della lunghezza e del numero che, sopratutto del titolo.
Ho un approccio del tutto rivoluzionario sui titoli: Capitolo 1, Capitolo 2... :facepalm: 

Quanto alla lunghezza, i miei sono sempre lungotti: tra i quaranta e i sessantamila caratteri. A volte c'è un prologo e altre volte no, ma c'è sempre un epilogo.
"I gialli mi hanno sempre appassionato, ma anche l'ocra e il terra di siena mi sono sempre piaciuti molto." (Alessandro Bergonzoni)
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Re: Capitoli

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Io da tempo uso i numeri romani, e la lunghezza (che non è mai omogenea) varia dalle 3 alle 7 pagine.

Tuttavia ultimamente sto rivalutando i titoli: non come quelli dei libri per ragazzi che ti spoilerano tutto il capitolo, ma qualcosa di più fumoso. L'ho fatto per una storia scritta con un amico e mi è piaciuto, non so perché. Anche leggere i libri con i capitoli intitolati non mi dispiace. Voi cosa preferite nei libri che leggete?

Re: Capitoli

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Antares ha scritto:  Voi cosa preferite nei libri che leggete?
Come te. Ho letto libri con o senza i titoli "esplicativi" e mi vanno bene entrambi, ma detesto gli spoiler nei titoli dei capitoli. Ne ho letto uno (una sc… be', non mi è piaciuto tanto, diciamo ;) ) che intitolava i capitoli così: "13 - dove Antonio incontra Giulio con un cono-gelato in mano, Giulio gliene offre un cucchiaino, però non gli piace così se ne torna a casa col broncio" ,poi "14 - dove Antonio litiga con sua madre, che lo rimprovera per non avere accettato il gelato di Giulio, e alla fine si mettono a bere vino insieme e fanno pace". E poi: "15 - dove Antonio esce da casa, dopo essersi riappacificato con la madre, e scopre finalmente l'assassino: il maggiordomo". Eh, no! Così no! Praticamente mi bastava leggere i titoli dei capitoli per conoscere il romanzo giallo. Pure il colpevole sapevo :D
Il Sommo Misantropo

Re: Capitoli

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dyskolos ha scritto: "13 - dove Antonio incontra Giulio con un cono-gelato in mano, Giulio gliene offre un cucchiaino, però non gli piace così se ne torna a casa col broncio"
Ahah, anch'io ricordo qualche libro così ("Capitolo 13- in cui il nostro eroe scopre che quello che aveva scoperto prima non è vero"), ma erano romanzi molto molto vecchi, spero che il giallo che hai letto non fosse recente...

Re: Capitoli

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I miei capitoli son lunghi intorno alle 7, 8 pagine A5 con carattere 12. Hanno sempre un titolo: a volte ho subito le idee chiare, a volte evolve, ma di poco. Penso che dare un titolo ai capitoli possa togliere un po' di sorpresa, ma  quelli che metto sono sempre composti da due, massimo tre/quattro parole, una sorta di punta di iceberg.
La lunghezza non è mai voluta o imposta, semplicemente...
La vita è fatta a scale, se ti inciampi, ti fai male.
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