L'altopiano dei draghi - Elisa Cavezzan

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Titolo: L'altopiano dei draghi (Le cronache di Giada, vol. 1)
Autore: Elisa Cavezzan
Editore: Argento Vivo Edizioni
ISBN: 9788832106114
Genere: Fantasy
Formato: cartaceo
Pagine: 388
Prezzo: 15 euro

Trama:

Nel mondo del romanzo esistono cinque specie diverse, ognuna protetta da un Guardiano e ignara delle altre. Un tempo ne esisteva una sesta, quella umana, che si estinse in seguito a una sanguinosa guerra. Ora però il Creatore ha deciso di dare agli umani un'altra possibilità, e dare vita a una bambina, che verrà chiamata Giada. Essa dovrà provare di potersi inserire con successo in tutti e cinque i mondi, e solo se supererà la prova la razza umana verrà ricreata, e Giada ne diventerà la Guardiana. Questo primo libro è ambientato nel territorio dei draghi, quello in cui Giada è cresciuta per i primi sedici anni, senza che né lei né gli altri sapessero che non è una di loro. La vediamo alle prese con i problemi della crescita e le piccole e grandi sfide che diventare un drago adulto comporta, specie per chi, come lei, parte svantaggiata. Finché la Guardiana dei draghi non inizia ad apparirle in sogno per spiegarle la sua identità e il suo ruolo, poiché si avvicina il giorno in cui dovrà lasciare per sempre l'Altopiano e continuare la sua missione.

Recensione:

La storia rientra nel genere fantasy epico, e ne ha molte caratteristiche tipiche: c'è un mondo di fantasia, diverse razze magiche, una missione da compiere, una giovane protagonista dai poteri speciali, ecc. In questo caso l'ho trovato ben riuscito, perché ha una struttura familiare che piace agli amanti del genere, ma ha anche abbastanza elementi originali da distinguersi.
Mi ha incuriosita subito la trama, perché, sebbene sia comune che l'eroe venga cresciuto da una famiglia adottiva, in questo caso si tratta di un'umana cresciuta dai draghi, quindi le cose si fanno interessanti.
Il prologo iniziale ci mostra gli antefatti che danno il via alla storia. Quindi passiamo a seguire le avventure di Giada ormai quasi sedicenne, il rapporto con la sua famiglia adottiva, gli amici e la comunità del villaggio dei draghi. La vediamo andare all'Accademia, apprendere le tecniche di caccia, imparare a riconoscere le erbe e a usare dei pugnali per sostituire denti e artigli che non ha, in vista della prova finale da cui si deciderà la sua collocazione. Ci sono molte piccole avventure, dove la protagonista impara qualcosa di nuovo o mette in luce qualche sua qualità.
Ora, sebbene gli episodi siano interessanti, perché arricchiscono di dettagli la conoscenza di questo mondo per noi nuovo, e siano anche scritti bene, devo dire che io avrei tagliato alcuni di essi, perché un po' ripetitivi nei contenuti e poco legati alla trama generale (a meno che la conoscenza di una determinata erba o i metodi di caccia di un determinato animale non tornino utili in seguito). Mi spiego meglio: alcuni episodi mettono in luce tratti del carattere o abilità dei personaggi, ma a volte è lo stesso tratto che emerge (Giada è ingegnosa, ha buoni riflessi, è attenta verso la sua famiglia, ecc.). Altra cosa che avrei tagliato sono le parti dove i personaggi si alzano, vanno a mangiare, si salutano, si aggiornano, ecc. A volte in questi momenti succede qualcosa di importante, a volte no, allora meglio tralasciarli.
L'autrice ha secondo me una buona capacità di raccontare (non è scontato), quindi le avventure si leggono volentieri, e siccome questo è il suo primo romanzo, sono convinta che andando avanti saprà aggiustare anche queste piccole cose, in modo da avere una storia più compatta, dove ogni evento e ogni frase sono essenziali.
L'ambientazione viene fuori un po' alla volta, cosa in sé apprezzabile, perché evita gli odiati spiegoni. Ci vuole però un po' a inquadrare il modo di vivere dei draghi e capire come Giada possa passare per una di loro, solo un po' "diversa" (per esempio il fatto che alcuni draghi sono più piccoli mentre altri non volano o non hanno poteri speciali). I draghi mi sono parsi a volte un po' troppo umanizzati, perché il loro villaggio e le relazioni sono le stesse di una comunità umana. Capisco però la difficoltà di avere dei draghi come unici protagonisti, e non avrei probabilmente saputo escogitare una soluzione diversa. Per quanto riguarda le descrizioni, invece, sono abbastanza buone e dettagliate da farci orientare e immaginare i luoghi e le scene con chiarezza.
La protagonista, Giada, è l'unica umana e ha un carattere ben definito: è coraggiosa, affettuosa, piena di risorse. Per molti versi però mi ha ricordato molte altre eroine adolescenti di fantasy. Forse perché la vediamo sempre fare e dire la cosa giusta. Qualche difetto o errore l'avrebbero resa più completa. Comunque tutto sommato è adatta alla storia e mi è piaciuta, e sono convinta che andando avanti crescerà. Poi ci sono i genitori, la sorellina, il fratello Sheed, con cui Giada ha un legame molto stretto, e l'amico Kice, oltre ad altri personaggi di contorno, come insegnanti, cacciatori, anziani, ecc. Sia Sheed che Kice hanno un loro carattere ben definito, e sono coerenti, anche se forse un po' stretti nei ruoli di fratello protettivo e di amico. C'è poi l'animaletto magico che Giada ha salvato, che ha qualità che tornano utili per la storia e dà lo spunto per momenti più leggeri.
Stupisce un po' che, a parte alcuni bulli della scuola che poi le diventeranno amici, nessuno abbia dei dubbi su Giada, o la tratti come una diversa, se non un unico personaggio verso la fine. Forse una maggiore ostilità avrebbe reso la storia ancora più interessante e la protagonista più complessa. Quello della diversità è un tema importante, che poteva dare spunto a considerazioni profonde.
Manca un po' un cattivo vero a movimentare le cose. Non ne ho sentito troppo la mancanza, perché comunque la protagonista ha delle sfide da affrontare, ma forse facendolo comparire prima, anziché solo brevemente alla fine, si sarebbe potuta aumentare la tensione.
Lo stile è buono e scorrevole. Come ho detto sopra, c'è una buona capacità di narrare con scioltezza e di coinvolgere, e anche i dialoghi suonano realistici.
Non ho trovato errori grammaticali né refusi e il libro è molto curato. Si sente però la mancanza di un buon editing, perché ci sono dettagli come le d eufoniche e moltissimi avverbi in -mente (io non sono fissata, quindi se li noto è perché sono davvero troppi), che un editor avrebbe corretto subito. Il mio consiglio per l'autrice, visto che il romanzo è il primo di una serie, è di rivedere i prossimi prima di farli pubblicare per eliminare queste cose (dato che, immagino, non lo farà l'editore).
In conclusione, la trama è avvincente, lo stile coinvolgente e i personaggi hanno ampio spazio di crescita, quindi è stata una lettura molto piacevole. Piacerà a chi cerca un fantasy classico, senza contaminazioni romantiche o altro, è una lettura adatta per evadere un po' e lasciarsi trasportare dalla fantasia. Buona idea quella dell'epilogo che ci lascia intravedere grossi problemi in arrivo, creando aspettative. Sono molto curiosa di scoprire come continueranno le avventure di Giada e di conoscere gli altri popoli di questo magico mondo.
Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. (Gandhi)
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La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
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