Ciao a tutti.
Credo che esistano alcune poesie potentissime che in poche parole aprono una riflessione o un intero universo immaginario.
Per inaugurare il filo conduttore, vi lascio alcuni famosissimi versi di Matsuo Bashō. La traduzione letterale sarebbe legata alla stanchezza del cercare alloggio, ma porto nel cuore un bellissimo adattamento italiano che recita:
Arrivo a casa stanco,
ma d'improvviso...
un glicine in fiore.
E voi ne avete una che vi portate dentro? Quale testo riesce a capovolgere la vostra giornata o la vostra immaginazione in pochissime righe?
Un abbraccio, P.
Re: Il mondo in poche parole.
2C'è l'ho in testa così da moltissimo tempo.
"Ma un'altra cosa mi risveglia ancora, ed è quel vento che non so frenare, è quel pensiero che mi spinge avanti."
Ma purtroppo non so di chi è, e non so da dove viene. Me è così bella che potrebbe essere una vecchia canzone.
O forse è mia e non lo so. La mia testa è piena di questa roba.
Se qualcuno riconosce questi versi potrebbe togliermi il dubbio.
"Ma un'altra cosa mi risveglia ancora, ed è quel vento che non so frenare, è quel pensiero che mi spinge avanti."
Ma purtroppo non so di chi è, e non so da dove viene. Me è così bella che potrebbe essere una vecchia canzone.
O forse è mia e non lo so. La mia testa è piena di questa roba.
Se qualcuno riconosce questi versi potrebbe togliermi il dubbio.
Re: Il mondo in poche parole.
3"Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera."
(Salvatore Quasimodo)
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera."
(Salvatore Quasimodo)
Re: Il mondo in poche parole.
4Poco, mi serve.
Una crosta di pane,
un ditale di latte,
e questo cielo
e queste nuvole.
Velimir Chlebnikov
Una crosta di pane,
un ditale di latte,
e questo cielo
e queste nuvole.
Velimir Chlebnikov
Re: Il mondo in poche parole.
5Non proprio una poesia. Ma ritengo sia potente.
"Oh Eterno, non lascio la tua mano, la tua dura mano, prima che tu mi abbia benedetto. Benedici me, tua umanità che soffre, soffre per tuo dono della vita. Me per primo che tanto ho sofferto per il dolore di non poter essere quello che volevo."
(Frase pronunciata da un personaggio dell'opera teatrale: "La grande strada maestra" di August Strindberg)
Richiama l'episodio della lotta di Giacobbe con l'angelo nel libro della Genesi (Gen. - 32,26: «Non ti lascerò andare se non mi avrai benedetto»).
Strindberg rilegge il mito biblico trasformandolo nell'emblema della sofferenza umana e del dramma esistenziale che fu suo: la lotta drammatica con il Divino, l'accettazione del dolore e l'angoscia per l'incompiutezza personale e per l'impossibilità di realizzare appieno la propria natura o i propri ideali. Mi ha sempre profondamente colpito e fatto pensare.
"Oh Eterno, non lascio la tua mano, la tua dura mano, prima che tu mi abbia benedetto. Benedici me, tua umanità che soffre, soffre per tuo dono della vita. Me per primo che tanto ho sofferto per il dolore di non poter essere quello che volevo."
(Frase pronunciata da un personaggio dell'opera teatrale: "La grande strada maestra" di August Strindberg)
Richiama l'episodio della lotta di Giacobbe con l'angelo nel libro della Genesi (Gen. - 32,26: «Non ti lascerò andare se non mi avrai benedetto»).
Strindberg rilegge il mito biblico trasformandolo nell'emblema della sofferenza umana e del dramma esistenziale che fu suo: la lotta drammatica con il Divino, l'accettazione del dolore e l'angoscia per l'incompiutezza personale e per l'impossibilità di realizzare appieno la propria natura o i propri ideali. Mi ha sempre profondamente colpito e fatto pensare.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)
(Apocalisse di S. Giovanni)
Re: Il mondo in poche parole.
6Questa citazione è tratta da "Misura per misura" di Shakespeare, poi ripresa da Wilbur Smith come prologo della sua opera "Gli angeli piangono":
... Ma l'uomo, l'uomo orgoglioso, ammantato d'una breve autorità, sommamente ignorante di ciò di cui si crede più sicuro, nella sua essenza fragile, come uno scimmione collerico, compie tali trucchi fantastici, al cospetto dell'alto Cielo, che gli angeli piangono...
Me la sono imparata a memoria e la ripeto spesso tra me e me, di fronte alle miserie mie e altrui.
... Ma l'uomo, l'uomo orgoglioso, ammantato d'una breve autorità, sommamente ignorante di ciò di cui si crede più sicuro, nella sua essenza fragile, come uno scimmione collerico, compie tali trucchi fantastici, al cospetto dell'alto Cielo, che gli angeli piangono...
Me la sono imparata a memoria e la ripeto spesso tra me e me, di fronte alle miserie mie e altrui.