Libri sulla poesia (in generale, non riguardanti singoli autori)

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Avete letto dei libri che parlano della poesia in generale e che vi hanno aiutato a capire meglio cosa sia la poesia?

Io per ora ho letto e riletto questi e li trovo tutti irrinunciabili:

Che noia la poesia Pronto soccorso per lettori stressati, Einaudi, Torino, 2006 - Gli autori, Alfonso Berardinelli (uno dei saggisti italiani più originali e polemici) e Hans Magnus Enzensberger (poeta e saggista tedesco contemporaneo), cercano di rispondere a questa domanda: perché tanta gente non sopporta la poesia? Che noia la poesia è un libro di tecnica poetica accessibile a tutti: vengono spiegati con semplicità e anche ironia i vari giochi verbali e i metodi di composizione, vengono riportati esempi di poesia eccellente e di poesia pessima e ridicola; si parla, in modo più divertente (rispetto a quanto siamo abituati a leggere nei manuali), ma preciso, di rime, versi liberi, strofe e di tutto quello che riguarda questo genere letterario ormai troppo poco considerato.
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La poesia salva la vita, di Donatella Bisutti – cito dalla descrizione: “(…) spiega come funziona il linguaggio poetico – con le sue regole, i versi, le rime, la metrica, le metafore, i giochi delle parole e delle immagini e così via – e dimostra quanto questo linguaggio riguardi noi tutti, chi scrive come chi legge. La poesia infatti non è solo una tecnica che impiega oggetti come le parole, bensì un alfabeto del mondo che ne svela i segreti. La poesia ha a che fare con noi, con la nostra vita, con la parte più profonda e irrazionale della nostra psiche, è carica di messaggi e suggestioni, immagini ed emozioni che servono a guardare le cose sotto un'altra luce e a leggere l'esistenza in una prospettiva nuova, rivela un senso diverso delle cose a chi già sappia ascoltarla, a chiunque voglia iniziare a leggerla. E può davvero salvare la vita.(…)”
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Cosʼè la poesia – Sfide per giovani poeti di Lawrence Ferlinghetti (non è un saggio/manuale, ma un vero e proprio libro poetico) - Ferlinghetti (in una prima parte del libro) definisce la poesia con una serie di fulminanti affermazioni che vanno oltre ogni sentito dire e ogni classica definizione accademica.
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La poesia è un unicorno, di Francesca Genti, 2018 – cito dalla descrizione: “Come l’unicorno, animale mitologico piccolo ma invincibile, la poesia è dotata di poteri magici. Ci fa piangere e ridere, ci fa stupire e volare. La si trova ovunque, soprattutto quando e dove non te l’aspetti(…) Questo libro ci indica dove cercarla, come riconoscerla, e i tanti modi per usarla: per conquistare la propria bella (lirica amorosa) o protestare contro i potenti (poesia civile), per celebrare il proprio ombelico (lirica) o fare divertire un bambino (filastrocca), per mandare a monte un matrimonio sbagliato (invettiva) o cantare l’universo (laude). Rendendo però sempre le nostre vite più ricche, più sensate, più profonde”.

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Oracolo manuale per poete e poeti, 2020, Sonzogno di Giulio Mozzi e Laura Pugno, ricchissimo di spunti non solo tecnici, un vero e proprio “oracolo”.

Re: Libri sulla poesia (in generale, non riguardanti singoli autori)

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Io sto leggendo ora Tradurre poesia di Joyce Lussu. Straordinario testo sulla traduzione poetica in compagnia di figure che hanno pagato la parola con la prigione, da Hikmet all'angolese Neto. La vita della Lussu da sola meriterebbe un film, ma qui lei ci accompagna a conoscere come ha tradotto grandi autori del calibro appunto di Hikmet, sfidando il regime turco o, nel caso di Neto, quello portoghese, quanto abbia significato il viaggio e l'incontro nella sua traduzione e credo anche che ci dia una prospettiva diversa sul significato della poesia. È un libro del 1967 che si trova ancora nell' usato, nel caso contattatemi e vi do qualche dritta. Per me fondamentale.
Distanze/E quindi ce ne andremo/senza poterci salutare

Re: Libri sulla poesia (in generale, non riguardanti singoli autori)

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@Irene riesci sempre ad aprire delle bellissime discussioni. :rosa:

Io dovrei citare un po' di testi di estetica partendo da Croce, Heidegger, Sartre... Parlando di cose meno conosciute un testo molto interessante è di Michael Rifterre "Semiotica della poesia".
Però voglio condividere un'altra cosa con voi che riguarda la scrittura in genere e dunque anche la poesia. Premesso che sono tra quelli che sostiene che il linguaggio narrativo ha avuto la sua punta espressiva tra gli anni 60 e diciamo gli anni 90 nel cinema (poi il digitale e le piattaforme televisive hanno annacquato questo primato). Le forme linguistiche più moderne sono stati elaborate per questo linguaggio. A tale riguardo è illuminante il dialogo teorico tra Deleuze e Godard e il loro sviluppo della teoria del montaggio. Un libro che è una miniera di spunti su tutto l'arco artistico è quello che raccoglie le lezioni sul cinema di Godard raccolte nella sua "Introduzione alla vera storia del cinema".
Questa premessa per dire che la comprensione del montaggio cinematografico aiuta moltissimo a pensare la forma-verso. Il jump-cut ne è un brillante esempio: i segmenti di significato vengono messi in contrapposizione in un flusso non lineare. Si ottiene un linguaggio strutturalmente poetico; è un modo di pensare (creativamente) più veloce e incisivo.

Re: Libri sulla poesia (in generale, non riguardanti singoli autori)

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illuminante il dialogo teorico tra Deleuze e Godard e il loro sviluppo della teoria del montaggio. Un libro che è una miniera di spunti su tutto l'arco
Il jump-cut ne è un brillante esempio: i segmenti di significato vengono messi in contrapposizione in un flusso non lineare. Si ottiene un linguaggio strutturalmente poetico; è un modo di pensare (creativamente) più veloce e incisivo.
Grazie mille per questo spunto @Anglares ! :flower:

Re: Libri sulla poesia (in generale, non riguardanti singoli autori)

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Elisa Audino ha scritto: dom gen 10, 2021 5:26 pm Io sto leggendo ora Tradurre poesia di Joyce Lussu. Straordinario testo sulla traduzione poetica in compagnia di figure che hanno pagato la parola con la prigione, da Hikmet all'angolese Neto. La vita della Lussu da sola meriterebbe un film, ma qui lei ci accompagna a conoscere come ha tradotto grandi autori del calibro appunto di Hikmet, sfidando il regime turco o, nel caso di Neto, quello portoghese, quanto abbia significato il viaggio e l'incontro nella sua traduzione e credo anche che ci dia una prospettiva diversa sul significato della poesia. È un libro del 1967 che si trova ancora nell' usato, nel caso contattatemi e vi do qualche dritta. Per me fondamentale.
Grazie mille @Elisa Audino (è peresente nel catalogo della mia biblioteca! lo prenoto! (y) )

Re: Libri sulla poesia (in generale, non riguardanti singoli autori)

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Anglares ha scritto: dom gen 10, 2021 11:32 pm @Irene riesci sempre ad aprire delle bellissime discussioni. :rosa:

Questa premessa per dire che la comprensione del montaggio cinematografico aiuta moltissimo a pensare la forma-verso. Il jump-cut ne è un brillante esempio: i segmenti di significato vengono messi in contrapposizione in un flusso non lineare. Si ottiene un linguaggio strutturalmente poetico; è un modo di pensare (creativamente) più veloce e incisivo.
Questo argomento è illuminante. E mi dice qualcosa su quel che credevo di non conoscere che magari mi arriva dai miei manuali di storia e tecnica del cinema. Vado a rispolverarli.
Distanze/E quindi ce ne andremo/senza poterci salutare

Re: Libri sulla poesia (in generale, non riguardanti singoli autori)

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Elisa Audino ha scritto: lun gen 11, 2021 8:51 pm Questo argomento è illuminante. E mi dice qualcosa su quel che credevo di non conoscere che magari mi arriva dai miei manuali di storia e tecnica del cinema. Vado a rispolverarli.
Se i linguaggi artistici vengono osservati da un punto di vista semiotico in molti aspetti si assomigliano e si possono travasare tecniche da un linguaggio all'altro. Diciamo che così si passa allo "scheletro del linguaggio". La sua parte scientifica.
Tornando al cinema è importante soprattutto la teoria del montaggio che ha caratterizzato i periodi migliori della teoria del cinema. Partendo dalla "Natura non indifferente" di Ejzenstein fino a Godard che la ingloba e la sviluppa. Una cosa molto interessante è il dibattito tra il cinema "di montaggio" e "quello di sceneggiatura". Mi ha sempre molto affascinato il fatto che il secondo veniva visto come quello più letterario, più romanzesco e per questo più limitato. Tipicamente è la modalità di scrittura che vediamo oggi nelle produzioni di fiction. La narrazione si risolve all'interno di un intreccio di fatti e questa cosa appiattisce il registro espressivo. È lo stesso problema che veniva affrontato in letteratura durante il periodo delle avanguardie in cui il termine "romanzesco" era considerato dispregiativo. Riflettere sul montaggio porta a pensare il linguaggio come un procedere non lineare tra più livelli di significato. I segmenti si raccordano temporalmente con la successione delle immagini, del raccordo audio, il parlato, il suono, l'equilibrio tra i controcampi e i piani sequenza... sono tanti microlinguaggi che entrano in composizione come in un'orchestra: è polifonia linguistica. La scrittura su questo è andata in debito. Appiattire l'attenzione dello spettatore dentro il dettato di una trama riduce il potenziale espressivo della scrittura. Ma è un rischio sopratutto della prosa, perché la poesia è naturalmente più vicina a una costruzione trasversale del significato.

Re: Libri sulla poesia (in generale, non riguardanti singoli autori)

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Nell’elenco degli irrinunciabili sulla poesia, voglio assolutamente inserire anche questo: Poesia come ossigeno. Per un'ecologia della parola, di Antonella Anedda ed Elisa Biagini,  a cura di Riccardo Donati, ChiareLettere,  2021:

due poetesse e un critico che dialogano tra loro sul senso di scrivere e leggere versi oggi. Raccoglie inoltre un’antologia commentata di alcune delle più significative voci poetiche di ogni tempo e latitudine: Alcmane, Ovidio, Osip Mandel’štam, Emily Dickinson, Elizabeth Bishop, Anne Sexton, Zbigniew Herbert, Bartolo Cattafi, Andrea Zanzotto, Eugenio Montale, Paul Celan, Franco Fortini, Anne Carson, Adrienne Rich, Lucille Clifton. Il libro si chiude con una riflessione delle due autrici sulla natura e la pratica della loro scrittura. Solo parole e non fatti, si dice correntemente, con un certo disprezzo. Ma – come sottolinea Riccardo Donati nelle prime pagine di questo libro – i fatti sono cose concluse, statiche, sono participi passati. Le parole, invece, sono faccende, sono le cose che avvengono, che circolano tra noi. Sono, insomma, il mezzo gerundio della realtà in divenire. E questa realtà, interiore o esteriore che sia, è complessa… Ciò che la poesia fa, quando è frutto di studio e rigore, passione e sincero coinvolgimento, è esattamente questo: dire in forma sintetica la complessità.” Poesia come ossigeno. Per un’ecologia della parola è un libro rivolto a chi già legge poesia e ancor più a chi non la legge ma intende fermarsi a riflettere sulle cose che succedono per raccogliere le idee e rifondare la propria capacità di dirsi, di dire. Un libro per lavorare sul vissuto e costruire una comunità pensante, incoraggiare la lettura e la riflessione, favorire la pratica della scrittura intesa come gesto individuale e azione collettiva, intervento sul mondo”.
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