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by Lelo
Se devo menzionare l'ultimo romanzo del XXI secolo che ho letto e da cui non riuscivo a staccarmi non posso che chiamare in causa i sei volumi che costituiscono "La mia lotta", di Karl Ove Knausgård, un'opera mastodontica di migliaia di pagine che ho divorato in poche settimane. Non è altro (si fa per dire) che l'autobiografia dell'io narrante, il quale, per la cronaca, è proprio lo scrittore stesso, non un personaggio da lui inventato. La qualità della scrittura è sublime e la capacità di trasformare l'ordinario in straordinario ineguagliabile.
Più recentemente, dello stesso autore, ho letto "La stella del mattino", fiction realistica sì ma non autobiografica, con sorprendenti note weird. Mi ha lasciato secco. Ho poi scoperto che si tratta del primo volume di un nuovo ciclo di romanzi (sette), che prende il nome dal primo volume ("La stella del mattino", appunto). Tutti e sette sono già usciti in Norvegia, patria dello scrittore, quattro nei paesi anglofoni e, per ora, solo i primi due in Italia. Io attendo che esca anche il terzo, per non sentire troppa nostalgia quando avrò terminato di leggere il secondo ("I lupi del bosco eterno", 832 pagine).
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