Re: Che libri hai sul comodino?

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Le ragazze di Emma Cline, libro famosissimo, storia a cui è ispirato ancora più celebre (la Famiglia di Manson), per ora è la storia di una ragazzine che cerca un'identità come tutte le ragazzine al mondo. Realistico, ben rese le emozioni di quell'età, anche se è un'età che io non sopporto tanto più nella lettura. Ma immagino che ora la storia viri.

Ho letto Lolly Willowes o L'amoroso cacciatore di Sylvia Townsend Warner. Un po' piatto ma inglesissimo. Una storia si può dire di streghe, un piccolo esempio di femminismo dei primi del secolo scorso. 

Ho iniziato anche Dio di Illusioni di Donna Tartt, super d'atmosfera, scritto bene per ora. Intriga.

E poi ho finito insieme alle bambine Pluk e il Grangrattacielo, bellissimo libro per l'infanzia della scrittrice olandese Annie Schimdt, premio Andersen, e illustrato (ormai in modo vintage, ma per me perfetto) da Fierp Westendorf.

Re: Che libri hai sul comodino?

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Cheguevara ha scritto: Sono a tre quarti del voluminoso libro di Scurati, il secondo della trilogia "M", titolato "L'uomo della Provvidenza". Data la mia età, la cronaca dei fatti su cui è basato il libro mi era più o meno nota, eppure è sorprendente constatare come l'azzeramento della democrazia e l'abolizione dei diritti acquisiti sia stata al tempo resa possibile da divisioni, manipolazioni e false motivazioni nuovamente riscontrabili negli attuali populismi, risorti un po' ovunque come cadaveri dalle tombe. La cosa preoccupante è che del lezzo che emanano si accorgano in pochi.
La storia, è risaputo, non si ripete, ma conoscerla aiuta a capire meglio il presente ed già molto!
Sul  lavoro di Scurati ho però delle forti  perplessità: nel primo volume c'erano alcuni svarioni grossolani. Sono prof di storia, ne trovai alcuni, comunque  Galli della Loggia ne aveva stigmatizzati otto  da subito.  Trovi tutto facilmente in rete.  L'autore si giustificò dicendosi romanziere, non storico e la pezza, per metterla in proverbio,  si sembrò peggiore dello strappo. Nel mio piccolo, verifico o interpello un competente persino  se devo citare, che so,  la formula dell'acqua.
" ...con mano ferma ma lenta sollevò la celata. L'elmo era vuoto." (Calvino)
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Re: Che libri hai sul comodino?

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sefora ha scritto: La storia, è risaputo, non si ripete, ma conoscerla aiuta a capire meglio il presente ed già molto!
Sul  lavoro di Scurati ho però delle forti  perplessità: nel primo volume c'erano alcuni svarioni grossolani. Sono prof di storia, ne trovai alcuni, comunque  Galli della Loggia ne aveva stigmatizzati otto  da subito.  Trovi tutto facilmente in rete.  L'autore si giustificò dicendosi romanziere, non storico e la pezza, per metterla in proverbio,  si sembrò peggiore dello strappo. Nel mio piccolo, verifico o interpello un competente persino  se devo citare, che so,  la formula dell'acqua.
Non metto in dubbio che persone addette ai lavori - quale io non sono - abbiano potuto rilevare delle inesattezze nell'opera di Scurati che, oltretutto, non entusiasma come romanziere. E' pur vero che nessuno è perfetto, e che comunque la maggior parte delle asserzioni dell'autore è suffragata da copia di corrispondenze pubbliche e private e di articoli apparsi sulla stampa dell'epoca.
La sostanza non cambia: un uomo privo di scrupoli e dalla dubbia moralità ha assunto l'arbitrio dei destini di un popolo, sostenuto da un manipolo di scalmanati picchiatori spesso assassini, grazie alla colpevole acquiescenza del ceto medio e di un sovrano vigliacco. E chiedo perdono, ma credo proprio che la storia sia soggetta a ripetersi, forse non proprio nella forma, ma nella sostanza: corsi e ricorsi di Vichiana memoria, agevolati dalla circostanza che, da sempre, le nuove generazioni, anziché apprendere dagli errori delle vecchie, rivendicano il diritto di sbagliare da sé.
Mario Izzi
2025 - Sopravvissuti
(in)giustizia & dintorni
[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]

Re: Che libri hai sul comodino?

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Propongo sempre agli studenti liceali questo simpatico libretto: lo troverai di sicuro "illuminante"1
Apologia della storia o Mestiere di storico è un'opera incompiuta di Marc Bloch. Si presenta come uno dei maggiori classici della riflessione di metodologia storica del Novecento.
https://it.wikipedia.org/wiki/Apologia_della_storia
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Re: Che libri hai sul comodino?

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sefora ha scritto: Propongo sempre agli studenti liceali questo simpatico libretto: lo troverai di sicuro "illuminante"1 https://it.wikipedia.org/wiki/Apologia_della_storia
Letto - con fatica - quanto corposamente riportato su Wikipedia. D'accordo sul fatto che la Storia sia una scienza non esatta e di difficile applicazione. D'accordo che lo storico abbia il dovere non solo di reperire le fonti, ma anche accertarne l'autenticità, nonché (cosa più difficile) la non falsità di quanto in esse riportato. Proprio per questi motivi non si può pretendere che uno scrittore che tratti in un suo romanzo argomenti rilevanti sotto il profilo storico arrivi al punto non solo di mostrare le proprie fonti, ma di accertare la non falsità dei contenuti. A maggior ragione non può farlo il lettore, che al massimo potrà filtrare la lettura dell'opera attraverso le sue esperienze di vita e, in conseguenza, formarsi un'opinione. Tornando al mio rapporto con il libro di Scurati, gli eventi in esso menzionati e a suo modo documentati, risalenti ad epoca non troppo lontana da quella dei miei natali,  si innestano sulle mie esperienze di vita passate e presenti e mi causano inquietudine per le molte analogie tra i tempi attuali e quelli che portarono al famigerato ed esiziale ventennio, nonché alle decine di milioni di morti del peggior conflitto a memoria d'uomo. Né mi tranquillizzano le profonde differenze tra il mondo dell'epoca e quello attuale, essendo la globalizzazione, accoppiata all'esasperato consumismo (dei Paesi ricchi) e all'uso spesso becero che molti fanno dei social, veicolo di incontrollata, istantanea espansione delle dottrine più turpi. Non sono certo uno storico, quindi le probabilità che la mia opinione, formatasi in modo non ortodosso, sia errata, abbondano. E io spero fortemente di sbagliarmi.
Mario Izzi
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Re: Che libri hai sul comodino?

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@Cheguevara
In verità ti suggerivo il libretto, ben più accattivante delle voci  wiki!

Il lettore "innocente"  non ha certo  l'obbligo di verificare la correttezza di quanto afferma  un'opera narrativa (chissà quante sciocchezze - che so, mediche, legali ecc.- ho mandato giù in allegria!) e tentare di farlo  gli rovinerebbe il gradimento. 

All'autore però non è concesso.  Liberissimo di  inventare personaggi e situazioni anche se scrive un romanzo storico, ma quando decide di inserire eventi reali, nomi e date, indicazioni topografiche e via elencando deve attenersi al vero.
Ma il lavoro di Scurati è piuttosto una biografia romanzata: «Ogni singolo accadimento, personaggio, dialogo o discorso qui narrato è storicamente documentato e/o autorevolmente testimoniato» dichiarò infatti  all'uscita del primo volume.  Ancor più grave dunque incappare in sviste banali, dare per vivo un morto e simili:   giuste le  reprimende! Pare non abbia interpellato uno storico di professione (ho anche cercato di verificare), che avrebbe con facilità emendato il testo.

Naturalmente un libro può riuscire valido, interessante, coinvolgente malgrado qualche errore, ed è importante che favorisca riflessioni storiche e sociologiche appropriate.
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Re: Che libri hai sul comodino?

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Ho finito 'Orologi Rossi' di Leni Zumas, un romanzo che ho trovato interessante per ciò che concerne la struttura. Le protagoniste sono quattro donne e ogni capitolo è dedicato a una di loro. Tra un capitolo e l'altro sono inserite le bozze di un saggio su un'esploratrice che una di loro è intenta a scrivere. Affronta il tema della maternità in un'ottica eccessivamente femminista e anti-patriarcale, in maniera insistente e con un atteggiamento da radical chic. Nel complesso, comunque, do un giudizio positivo. Ora ho iniziato 'Figli di un Dio Alieno', un saggio di Daniela Bortoluzzi sui testi sacri e alcune scoperte archeologiche interpretate sulla base della spiritualità, l'esoterismo e la fisica quantistica. 

Re: Che libri hai sul comodino?

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Ho finito Un bel quartiere, di Therese Anne Fowler. L'ho letto per farne la recensione, ma per una volta ho potuto scegliere io. Si potrebbe definire un thriller morale, molto particolare anche come stile (a tratti la storia è raccontata dal vicinato, come narratore collettivo). Parla di razzismo ma anche di pregiudizi in genere e di molte altre cose. Molto coinvolgente e interessante.
Adesso ho iniziato un romanzo comprato quasi un anno fa (insieme a molti altri ancora intonsi :facepalm:  ): Tutto chiede salvezza, di Daniele Mencarelli. L'unica cosa che posso dire finora (sono circa a un quarto) è che da tempo non ero così invidiosa delle capacità di uno scrittore, specie nel descrivere le emozioni. È un pugno nello stomaco ma è bellissimo
Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. (Gandhi)
Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins)
La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
Il lato sbagliato del cielo (Arkadia)
Il tredicesimo segno (Words)

Re: Che libri hai sul comodino?

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Ho da poco finito Almarina di Valeria Parrella, credo di avere apprezzato più temi e trame secondarie che la principale, abbastanza già vista e che ho trovato un po' artefatta (poi magari è fedelissima alla realtà e interpreto male io) e quasi idilliaca. invece la difficoltà di ricostruirsi da vedova, il "perdonare" il morto, i lavoratori del sociale con le loro contraddizioni mi sono piaciuti parecchio. La scrittura purtroppo non è tanto nelle mie corde: frasi costruite per essere "belle", similitudini, frasi allegoriche. Questione di gusti.
Ho letto un Arnaldur Indridason che mi è piaciuto meno di altri suoi, ma capita. In francese si chiama La pietra del rimorso, in originale e italiano lo ignoro.
Ho finito di divorare i  volumi già usciti de L'arabe du futur e sarà dura aspettare un anno per il prossimo tomo. Davvero ottimo e godibilissimo, e che capacità di fare letteratura e affresco socio-politico dei propri ricordi, anche dolorosi, d'infanzia, senza mai perdere l'ironia e uno sguardo d'insieme.
Ho appena iniziato I leoni di Sicilia: nonostante il mio antico amore per Verga e gli affreschi storici della Sicilia, al momento non mi "prende" per niente. Ma data l'ottima reputazione, aspetto a dare giudizi, ho letto solo una sessantina di pagine e so bene che il romanzo storico non è il mio genere preferito, anzi.
I intend to live forever, or die trying.
(Groucho Marx)

Re: Che libri hai sul comodino?

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Sto quasi finendo Yoga di Emmanuel Carrère. Mi sta piacendo molto, letto quasi tutto in tre giorni. Ora sto un po' rallentando la lettura per gustarlo e non farlo finire troppo in fretta. Se come me avete amato Un romanzo russo, vi consiglio quest'ultimo libro. Autobiografico, estremamente autoironico, tragico e comico al contempo, racconta la passione dell'autore per lo yoga e la meditazione ma anche le sue vicissitudini psichiatriche, una grave forma di depressione di cui ha sofferto e la sua cura. Come in altri testi Carrère non ha paura di mettersi a nudo di fronte al lettore e il risultato è uno splendido è terribile viaggio all'interno della mente con pagine da brividi. 

Re: Che libri hai sul comodino?

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Ho finito "Tutto chiede salvezza" e l'unica cosa che riesco a dire è: leggetelo. È uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni. Poi magari è questione di affinità, a me ha preso subito tantissimo lo stile di Mencarelli: diretto, autentico, ma profondo e incisivo nei momenti giusti. Lascia al lettore il tempo e lo spazio per capire e assimilare da sé, senza forzature. Avrei dovuto leggerlo prima, ma forse ci voleva il momento giusto.
Oggi invece ho iniziato "Fiore di roccia" di Ilaria Tuti, un altro dei libri che sta lì da un anno. È abbastanza breve, e sono già a tre quarti. Mi piace molto l'argomento, che non conoscevo e che qui è trattato in modo dettagliato. Siamo nella Prima guerra mondiale sui monti del Friuli, dove le donne dei villaggi vicini al fronte, le "portatrici", sono delle vere eroine, che quasi ogni giorno scalano la montagna con una pesante gerla sulle spalle per portare in quota viveri e munizioni, e tornare con un carico di panni da lavare o morti da seppellire. Tra una salita e una discesa trovano spazio riflessioni sulla durezza della vita contadina, sulla vicinanza di vita e morte, sul significato della guerra. È splendido per i temi trattati, ma fin dalle prime pagine ho trovato lo stile troppo ricercato, quasi fastidioso. Ogni singola descrizione di luoghi e cose sembra portare con sé metafore e sentimenti. Sono belle prese singolarmente, ma tutte insieme diventano pesanti, danno un qualcosa di artificioso a tutta la storia. Una storia così bella e interessante che per me sarebbe bastato raccontarla e basta, senza giri di parole e artifici inutili.
Oggi mi sono arrivati anche altri due libri che avevo ordinato: "Rovorosa" di Eric Chevillard (di un editore recente che seguo e di cui ero curiosa di leggere qualcosa) e "Manuale di sceneggiatura cinematografica" di Luca Aimeri. Da quel poco che ho sfogliato, il manuale è interessante, spero mi sia utile
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Re: Che libri hai sul comodino?

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Bef ha scritto: Ho letto un Arnaldur Indridason che mi è piaciuto meno di altri suoi, ma capita. In francese si chiama La pietra del rimorso, in originale e italiano lo ignoro
Tregasteinn (2019) - La Pierre du remordstrad. de l'islandais par Éric Boury

In italiano deve ancora uscire  ;) .
"I gialli mi hanno sempre appassionato, ma anche l'ocra e il terra di siena mi sono sempre piaciuti molto." (Alessandro Bergonzoni)
https://www.facebook.com/nucciarelli.ma ... scrittore/

Re: Che libri hai sul comodino?

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Piovasco ha scritto: adesso "ghiaccio nove" di Kurt Vonnegut 
Di Vonnegut ho letto solo Mattatoio n. 5, ma siccome mi era piaciuto (anche se è molto distante dallo stile che amo di solito) mi sono ripromessa di leggere altro. Fai sapere poi com'è :)
L'arte della guerra è uno di quei libri che mi saltano fuori continuamente, quindi prima o poi dovrò leggerlo.
Al momento, dopo due thriller nuovi di autori italiani (Memorie di un delitto e L'ultimo incubo di Kafka) letti per fare recensioni, ne ho iniziato uno di un'autrice giapponese emergente: La fabbrica, di Hiroko Oyamada. Sembra un romanzo molto filosofico e particolare, speriamo bene...
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