Re: Che libri hai sul comodino?

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Ho finito 'Utero in Affitto', il saggio di Enrica Perucchietti molto critico nei confronti della pratica della 'gestazione per altri'. Il libro è molto approfondito e riporta notizie e particolari di solito ignorati dalla stampa ufficiale e fa una descrizione davvero cupa e inquietante delle realtà legate a quello che è un vero e proprio business. Ora ho iniziato 'Zombies', un saggio del ricercatore Andrea Bizzocchi che affronta in chiave critica molti aspetti della politica, dell'economia e della società contemporanee. Per il momento mi sembra interessante.

Re: Che libri hai sul comodino?

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dopo Eymerich (che mi è piaciuto), ho letto Veracruz di V.Evangelisti (secondo di una trilogia, non mi è piaciuto quasi per niente).
Oggi ho acquistato in formato digitale "La città dei vivi" di Nicola Lagioia, mi sta piacendo assai... mi sono fermato dal leggerlo solo per guidare e per scrivere questo messaggio.
Si guadagna da vivere come collaboratore clinico degli aggiustaossa, scrittore per una naturale propensione a inventare storie assolutamente vere.

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Re: Che libri hai sul comodino?

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lunasonne ha scritto: mi fai una piccola recensione del "La città dei vivi" ?
sono ancora a pagina 53, non mi azzardo a fare una recensione, però ti posso dire che mi sta scavando la testa e strizzando le budella. Credo di essere davanti a un capo lavoro.
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Re: Che libri hai sul comodino?

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Al momento sto leggendo "La caduta" di Camus, e mi sta piacendo molto (completamente diverso da Lo straniero che lessi anni fa). Per un esame all'università ho da poco letto The coral island, e mi accingo ad aprire Lord of the flies (di cui ho letto recensioni entusiaste). Ho altri libri da leggere per svago, ma non ho tempo con la sessione in arrivo :/ 
« Chi siamo noi, chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, d’immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili ».

Italo Calvino, Lezioni Americane.

Re: Che libri hai sul comodino?

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valsiwho ha scritto: Al momento sto leggendo "La caduta" di Camus,
Anche io ho da poco finito "La chute": era uno dei Camus che non avevo mai letto. Molto particolare.
Però sono di parte, Albert Camus resta uno dei miei più grandi amori letterari, senza tentennamenti.

E il signore delle mosche è un grandissimo romanzo. Riletto di recente anche quello, forse l'ho persino apprezzato di più ora, da adulta quasi disillusa :)
I intend to live forever, or die trying.
(Groucho Marx)

Re: Che libri hai sul comodino?

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lunasonne ha scritto: mi fai una piccola recensione del "La città dei vivi" ?
La città dei vivi: un libro nauseante come la fogna a cielo aperto, ma la fogna viene dalle nostre case, quel fetore è il nostro fetore. Mi ha strizzato le budella. 

Adesso, cioè tra 15 minuti inizio: "Memorie dal sotto suolo" di Dostoevskij 
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Re: Che libri hai sul comodino?

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Ho finito Ragazzi selvaggi di Luca Azzolini. L'ho letto solo per recensirlo, ma per una volta ne valeva la pena. Davvero bello.
Adesso ho iniziato Le radici del fiordaliso, primo volume della Trilogia della Russia Bianca. Un progetto nato da due nostre autrici che ho seguito con interesse fin dall'inizio, perché ha un'ambientazione poco conosciuta e amo i romanzi storici con dietro ricerche approfondite sugli usi e le tradizioni di un dato luogo in una data epoca. Finora ho letto pochi capitoli, ma mi sta piacendo e mi ha sorpresa per quanto è curato e scritto bene.
Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. (Gandhi)
Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins)
La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
Il lato sbagliato del cielo (Arkadia)
Il tredicesimo segno (Words)

Re: Che libri hai sul comodino?

89
Ho finito Il bordo vertiginoso delle cose di Carofiglio, l'ho trovato davvero molto affascinante. La seconda persona mi ha stupito molto, è una particolarità dell'autore? Questo è stato il suo primo libro che ho letto, ma ora ho intenzione di recuparere.
Ora sto leggendo Le amazzoni di Manuela Piemonte, storia di bambine in una Libia occupata dagli italiani intorno al 1940, l'ho appena iniziato, ma la prima impressione è buona.
Ho un nuovo amore che si chiama Meg Rosoff, non so come ho vissuto senza i suoi romanzi fino ad oggi!
Linda e la montagna di fuoco
Favole e miti di Alonnisos
Le radici del fiordaliso

Re: Che libri hai sul comodino?

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Non è proprio sul comodino, sull'applicazione Kobo del mio cellulare, ma al momento sto leggendo La Dimora Fantasma di Erikson, secondo libro della seria Il Libro dei Caduti Malazan, e posso confermare che si tratta di una lettura bella ma "difficile": appassiona e coinvolge, ma spesso, quasi sempre, l'autore pare ingegnarsi per rendere complesso capire di cosa si stia parlando, visto che le spiegazioni sul mondo, i personaggi, la magia e tantissime cose sono centellinate
Di libri in carta e inchiostro, al momento, ci sarebbero Le Cronache di Narnia e la Caduta di Gondolin, oltre ad un "adattamento in prosa" dell'Iliade di Baricco, ma temo dovranno tutti aspettare più del previsto  

Re: Che libri hai sul comodino?

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Sto finendo  Gli schifosi, di Santiago Lorenzo (Blackie Edizioni, 2020) e lo consiglio vivamente.  Il protagonista, per autodifesa  ferisce un poliziotto durante una manifestazione (a cui non aveva partecipato), quindi scappa da Madrid e si nasconde in campagna, in un paese abbandonato.  Sopravvive  con vari “accorgimenti” alla Robinson Crusoe, scoprendo  (riporto dalla quarta di copertina) “che quanto meno possiede, di tanto meno ha bisogno (…) Gli schifosi è un thriller atipico (…) una nuova definizione del concetto di austerità. Una storia che ci fa domandare se le uniche persone sane non siano quelle consapevoli che la società è malata”.

La scrittura è particolare, ma si fa leggere benissimo e la vicenda non parte da una fuga consapevolmente ideologica (quindi non come in Walden di Thoreau, per esempio) e questo rende la vicenda doppiamente accattivante.
Ciao!
:)
(https://lapoesianonsimangia.myblog.it/)

Re: Che libri hai sul comodino?

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Per "assistere" un nipote maturando, ho riletto (credo per la quarta volta, ma la terza era remota) il Gattopardo, ritrovando in rete  la notissima lettera di Vittorini, il quale giudicò parecchio difettoso il romanzo, poi edito da Fetrinelli.
Amo il Gattopardo e trovo meritato il suo enorme successo. Tuttavia, ripensandoci  dopo molti anni, mi sembra che alcune critiche siano fondate... Il che nulla toglie al fascino dell'opera. Che ne pensate?

Milano, 2 luglio 1957
Egregio Signor Giuseppe Tomasi, via Butera, 28 – Palermo
Egregio Tomasi, il suo “Gattopardo” l'ho letto davvero con interesse e attenzione. Anche se come modi, tono, linguaggio e impostazione narrativa può apparire piuttosto Vecchiotto, da fine Ottocento, il suo è un libro molto serio e onesto, dove sincerità e impegno riescono a toccare il segno in momenti di acuta analisi psicologica, come nel capitolo quinto, forse il più convincente di tutto il romanzo. 
Tuttavia, devo dirle la verità, esso non mi pare sufficientemente equilibrato nelle sue parti, e io credo che questo "squilibrio" sia dovuto ai due interessi, saggistico (storia, sociologia, eccetera…) e narrativo, che si incontrano e scontrano nel libro con prevalenza, in gran parte, del primo sul secondo.
Per più d'una buona metà, ad esempio, il romanzo rasenta la prolissità nel descrivere la giornata del "giovane signore" siciliano (la recita quotidiana del Rosario, la passeggiata in giardino col cane Bendicò, la cena a Villa Salina, "il salto" a Palermo, dall'amante, eccetera...) mentre il resto finisce per risultare piuttosto schematico e affrettato.
Voglio dire che, seguendo passo passo il filo della storia di don Fabrizio Salina, il libro non riesce a diventare (come vorrebbe) il racconto d'un epoca e, insieme, il racconto della decadenza di quell'epoca, ma piuttosto la descrizione delle reazioni psicologiche del principe alle modificazioni politiche e sociali di quell'epoca.
E in questo senso, per la verità, non mi sembrano letterariamente nuovi i rapporti di don Fabrizio col nipote "garibaldino" Tancredi o col rappresentante della «nuova classe» in ascesa, don Calogero Sedara, o il matrimonio di Tancredi con Angelica, la figlia del Sedara, eccetera...

Il linguaggio, più che le scene e le situazioni, mi pare riveli meglio, qua e là, il prevalente interesse saggistico-sociologico del romanzo. Mi permetto di citarle qualche brano per maggiore chiarezza. “La parola snob era ignorata in Sicilia nel 1860: ma così come prima di Koch esistevano i tubercolotici, così in Sicilia, ecc. ecc. snob è il contrario dell'invidioso...” pag. 82; “Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente: la nostra sensualità il desiderio di oblio, le schioppettate e le coltellate desiderio di morte... la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera e di cannella; il nostro aspetto meditativo è quello del nulla che volesse scrutare gli enigmi dal nirvana...” pago ,128, ecc… ecc…
Veda ancora in proposito il lungo colloquio di Don Fabrizio Salina con l’inviato piemontese Chevalley, da pagina 124 a pagina 133, e soprattutto i «discorsi» del principe al piemontese. Queste, in definitiva, sono le mie impressioni di lettore e gliele comunico pensando che, in qualche modo, potrebbero anche interessarle.

Per il resto, purtroppo, mi trovo nell'assoluta impossibilità di prendere impegni o fare promesse, perché il programma dei "Gettoni" è ormai chiuso per almeno quattro anni. Ho già in riserva, accettati per la pubblicazione, una ventina di manoscritti che potranno uscire al ritmo di non più di quattro l'anno. Il manoscritto glielo faccio avere con plico a parte.

Con i migliori saluti, suo Elio Vittorini.
 

 
" ...con mano ferma ma lenta sollevò la celata. L'elmo era vuoto." (Calvino)
Pagina autrice fb: virginialess/21 Blog "Noi nonne": https.//virginialess.wordpress.com
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