Traccia 8
Il freddo era pungente, un cielo lattiginoso sembrava promettere neve, ma la temperatura gelida avrebbe dissuaso anche il più intrepido dei fiocchi a scendere per un’iconica immagine natalizia.
Natalia questa volta voleva imporsi, basta con questa storia di stare tutti insieme almeno a Natale, se nessuno si prendeva la briga di vedersi tra zii e cugini il resto dell’anno, ci sarà pure stato un motivo, no?
“Smettila di parlare da sola, sembri matta, fai pure no con la testa, ma chi ti si sposa se fai così! E ti imploro, almeno a Natale…”
Eccola la mamma, sempre pronta a dare supporto. Natalia la fissa tagliente, ma deve sedersi e premere forte le tempie, digrigna i suoi denti perfetti, abbassa la fronte confidando che i lunghi capelli neri nascondano la sua sofferenza allo sguardo accusatorio della madre.
Era il terzo Natale che passava ospite di sua madre, doveva essere un appoggio temporaneo, per riprendersi dal brutto incidente avuto mentre guidava a troppa velocità, dopo aver trovato a letto il suo compagno con la sua migliore amica. Un altro cliché: la sua vita sembrava adorarli.
Non era forse andata via dalla sua città dopo che Martin, il bellissimo Martin, aveva preferito sua cugina Cassandra? Eppure stavano praticamente insieme, semplicemente non se lo erano dichiarati, sembravano in sintonia nel voler prolungare il più possibile il loro flirt, ma diamine se stavano insieme. Con Cassandra si era lasciato da più di un anno, lei non c’entrava nulla, si erano scoperti dopo, ma sua cugina non si rassegnava, aveva finito per stravolgere la realtà, la incolpava della fine della sua relazione, l’aveva additata come una poco di buono, cercava ogni pretesto per stare con Martin. E poi li vide baciarsi.
Era sempre stata impulsiva Natalia, aveva fatto i bagagli in meno di un’ora, contattata un’amica a Milano, bloccato il numero di Martin e addio a tutti.
I tre anni successivi erano stati sereni, a 25 anni si era scoperta un’abile agente di commercio, macinava chilometri tutti i giorni, ma lo stipendio la ripagava. La sua migliore amica era felice di dividere le spese del suo appartamento con lei, Natalia non sapeva che era felice anche di dividere Luigi con lei.
Cappottata con doppia giravolta con la macchina aziendale, danni fisici tutto sommato minimi, salvo l’esplosione dell’airbag che a distanza di oltre tre anni le aveva lasciato un fastidio simile all’acufene e fortissime fitte alla testa, improvvise, dolorosissime e frequenti. Troppo insicura per riprendere il lavoro che richiedeva lunghissimi percorsi in macchina, senza più un posto dove stare, sperava in una breve convalescenza a casa dei suoi.
La prima cosa che le aveva detto sua madre, anzi, le prime due, erano state:
-Non pensare di stare qui a farti i tuoi porci comodi, sei un ospite.
-Vedi di stare lontana da Cassandra e Martin.
Suo padre non aveva detto nulla, ma almeno l’aveva abbracciata quando si era presentata a casa.
Natalia credeva di fermarsi meno di un mese, era certa che fitte e ronzio avrebbero avuto vita breve, ma i malesseri non erano dello stesso avviso.
Quasi tutti i risparmi erano serviti a ripagare la costosa macchina aziendale che non aveva un’assicurazione casko e, dal momento che era stata accertata la guida imprudente, aveva dovuto pagare, anche se uno dei tanti zii che amano dare consigli non richiesti, non aveva perso occasione per darle della stupida, perché secondo lui doveva mettere in mezzo un avvocato.
Alla fine si era trovata a dare una mano all’alimentari di uno zio paterno. In realtà era quella più vessata e che lavorava più ore, ma gli altri erano tutti proprietari e derubricare il suo ruolo li faceva sentire filantropi, senza obbligo di metterla in regola e senza la necessità di conteggiare con esattezza le ore da retribuire.
Quasi 29 anni, ospite a casa dei suoi, malpagata per un lavoro che detestava, tradita due volte, sofferente e insicura di riuscire a liberarsi di una vita non scelta, che la stava avviluppando.
In una città di quasi centomila abitanti, anche se ci tengono ad affermare il contrario, ci si conosce praticamente tutti, almeno di vista, ma sapendo tutte le dicerie, preferibilmente maldicerie, di ognuno.
Natalia ha sentito praticamente tutti i suoi parenti parlare male di altri parenti. Quando, tre anni prima, sua madre aveva invitato per una merenda sorelle, cognate e cugine, per organizzare la festa di Natale il mese successivo, mentre le presenti facevano a gara per sparlare di chi non c’era, le era sembrato naturale chiedere perché mai si affannassero ad organizzare una festa che riuniva quasi sessanta persone, nonostante durante il resto dell’anno non si cercavano e si vedevano solo casualmente.
Mentre le sue orecchie si rilassavano nel silenzio gelido sceso come una nebbia improvvisa in un pollaio, sua madre era arrossita, passando da uno sguardo imbarazzato ad uno furioso, le altre galline sembravano comunicavano con sguardi ed espressioni che sottintendevano traumi al cervello della povera Natalia e almeno tre riuscirono nella mirabolante impresa, dopo infiniti attimi di silenzio, di pronunciare all’unisono: “Ma… almeno a Natale…”
Null’altro. Un mantra autoportante che si ripeteva nello stesso periodo ogni anno.
Alza lo sguardo, scosta i capelli, le tempie sembrano essersi placate, è pronta a dire che lei l’indomani non sarà presente in quella orrenda sala che affittano ogni vigilia, basta con questa ipocrisia e basta essere costretta a vedere Martin e Cassandra. Lui con la faccia da cucciolo che ha combinato un disastro, lei che lo tiene evidentemente a guinzaglio. La madre non ha aspettato che le passasse l’attacco, non ha sentito nessun impulso a darle conforto. Se Natalia allungasse il collo, vedrebbe che ora è la madre a scuotere la testa mentre entra in cucina.
Natalia la segue decisa, sta trattenendo il fiato, pronta a comunicare le sue intenzioni, la madre l’anticipa con una domanda a bruciapelo:
“Hai visto, o hai parlato con Cassandra… o con Maaartiiin in questi giorni?”
Natalia si blocca, trova buffo come la madre abbia distorto con intenzioni canzonatorie il nome di Martin, anche il suono che sibila dalle sue labbra mentre scioglie la tensione le sembra buffo, ma non ride, simula un broncio prima di rispondere:
“No, assolutamente no, perché avrei dovuto? E poi cosa c’è… un’ordinanza restrittiva nei miei confronti?”
La madre è già immersa nella sua lista delle cose da fare, Natalia vorrebbe spiegazioni ma rinuncia da subito. Rinuncia anche al suo comunicato. Le è venuta un’idea migliore.
Ha preso il pullman regionale per andare in una parafarmacia dove non la conoscessero, a ridosso del Natale la tipa al bancone doveva avere preoccupazioni per gli ultimi regali non fatti, non mostrava nessuno stupore alla richiesta di un lassativo inodore e insapore. Quando Natalia prende 4 flaconi si sente in dovere di aggiungere che alla casa di riposo c’è un’epidemia di stipsi, senza avere idea se potesse essere virale, ma la tipa le ha consegnato i flaconi nel più totale disinteresse.
Tornata a casa non ha alcun senso di colpa nell’allungare con il lassativo la pastella divisa in due insalatiere preparata dalla madre per i fritti dell’antipasto, con impegno ricrea la giusta consistenza aggiungendo farina setacciata. Quasi si glorifica per aver subito scartato il pensiero al topicida. In fondo vuole solo che la serata finisca al più presto, buttando letteralmente al cesso l’ipocrisia.
Quando l’indomani vede carciofi, broccoli e patate pastellate in bella mostra sui tavoli, aggrediti dai parenti, il viso le si allarga in un sorriso. Si guarda intorno, le sembra che tutti la stiano fissando, sua madre sembra imbarazzata e saltella da un gruppetto all’altro con fare cospiratorio. Ha un attimo di panico, poi vede Martin mangiare i fritti, sembra concentrato solo nell’ingurgitare quei maledetti fritti. Natalia saetta lo sguardo per la sala, nessuna traccia di Cassandra. Tutti sembrano avere fatto un passo indietro per guardare come in una partita di tennis, una volta Martin, una volta lei.
Natalia ha l’impulso di bloccare Martin. Lui si volta, incrocia il suo sguardo, sembra assentire mentre con un fazzoletto si pulisce le mani. Le va incontro. Natalia cerca disperatamente Cassandra, gli occhi dei presenti incollati su di loro, a parte qualcuno che comincia a massaggiarsi la pancia e altri che cercano di conquistare dignitosamente uno dei due bagni della sala.
Martin le si avvicina, tenta di allargarsi il colletto, è colto da sudarella, prova a tirar fuori il suo peso tutto di un fiato:
“Ho chiuso con Cassandra, mi ha preso in giro, diceva di essere malata, che si sarebbe suicidata se non fossi tornato da lei, sei sparita, non ho potuto spiegarti, nessuno mi diceva dove eri, mi sento male, forse l’allergia, ambulanza… ti prego.”
Nonostante il freddo gelido, sono state aperte le tre finestre, ma l’aria è decisamente pesante. Mancano diverse persone e si sentono suoni inequivocabili.
Martin continua a chiedere un’ambulanza mentre cerca di raggiungere i bagni dove ci sono in fila diverse persone piegate su sé stesse.
Qualcun altro deve avere chiamato i soccorsi, Natalia sale con lui sul mezzo e si vergogna quando lui sporca pantaloni e lettiga.
Arrivano all’ospedale in pochi minuti.
Natalia scese per ultima e con la punta delle dita lanciò un bacio a Martin, mentre i portantini spingevano la lettiga all'interno del pronto soccorso.
Re: [CN25] Almeno a Natale
2Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmper un’iconica immagine natalizia.per? vedere, immortalare...
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmstare tutti insieme almeno a Natale, se nessuno si prendeva la briga di vedersi tra zii e cugini il resto dell’anno, ci sarà pure stato un motivo, no?dopo Natale vedrei meglio il punto e virgola, oppure i due punti.
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmle altre galline sembravano comunicavanorefuso comunicare
Il testo racconta di una vendetta covata nel tempo, per mettere fine all'ipocrisia che i parenti mettono in scena ad ogni Natale. Ognuno sparla dell'altro, e per Natalia l'opportunità di vendicarsi di tutti è ben appetibile. Il suo non è cinismo, ne ha solo subite troppe. È saturazione. Lei, tradita due volte, sfruttata, ospite indesiderata, con la salute precaria, subisce ancora sguardi e giudizi. Peccato che proprio quando Martin le rivela il suo amore, la vendetta sia già in atto.
Ho apprezzato anche il disinteresse della farmacista quando consegna i flaconi; anche lei fa parte della schiera dei personaggi pessimi.
La chiusura, lascia sperare che per Natalia e Martin possa esserci un futuro.
Carino.
Re: [CN25] Almeno a Natale
3Grazie per il passaggio e per le segnalazioni @Adel J. Pellitteri.
A presto.
A presto.
Re: [CN25] Almeno a Natale
4I miei commenti per partecipare:
viewtopic.php?p=84188#p84188
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Re: [CN25] Almeno a Natale
5Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmNatalia questa volta voleva imporsi, basta con questa storia di stare tutti insieme almeno a Natale, se nessuno si prendeva la briga di vedersi tra zii e cugini il resto dell’anno, ci sarà pure stato un motivo, no?Invece di tutte queste virgole, ti suggerisco, dopo "imporsi", un punto e virgola..
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pm-Non pensare di stare qui a farti i tuoi porci comodi, sei un ospite.Dopo il trattino ci va uno spazio.
-Vedi di stare lontana da Cassandra e Martin.
Suo padre non aveva detto nulla, ma almeno l’aveva abbracciata quando si era presentata a casa.
Natalia credeva di fermarsi meno di un mese, era c
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmNatalia credeva di fermarsi meno di un mese, era certa che fitte e ronzio avrebbero avuto vita breve, ma i malesseri non erano dello stesso avviso.Anche qui, dopo "mese", ti suggerisco il punto e virgola.
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmQuasi 29 anni, ospite a casa dei suoi, malpagata per un lavoro che detestava, tradita due volte, sofferente e insicura di riuscire a liberarsi di una vita non scelta, che la stava avviluppando.Perfetto "patetico" ritratto, ma, fatto dalla stessa protagonista, è sintomo di forza interiore e di spietata autocritica "costruttiva".
Occhio a non scrivere numeri, ma lettere (ventinove).
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmMartin continua a chiedere un’ambulanza mentre cerca di raggiungere i bagni dove ci sono in fila diverse persone piegate su sé stesse.Il tuo racconto mi è piaciuto molto, con un'unica "pecca" di rilievo:
Qualcun altro deve avere chiamato i soccorsi, Natalia sale con lui sul mezzo e si vergogna quando lui sporca pantaloni e lettiga.
Arrivano all’ospedale in pochi minuti.
Natalia scese per ultima e con la punta delle dita lanciò un bacio a Martin, mentre i portantini spingevano la lettiga all'interno del pronto soccorso.
data la traccia, avresti dovuto usare il passato remoto e l'imperfetto nella tua narrazione, così il finale prestabilito si sarebbe amalgamato perfettamente.
Comunque, @Modea72 , ti faccio i miei complimenti per lo sprint con cui sei riuscita a partecipare al Contest! Brava!
Re: [CN25] Almeno a Natale
6ciao @Modea72 ecco un Natale con i fiocchi e tanta carta da srotolare.. Che simpatico racconto.. 
Viaggio sconsolato tra i ricordi dello Stato.
Tratti di pioggia sopra Auschwitz. Tra oblio e orgoglio.
Io malata in fuga.
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Re: [CN25] Almeno a Natale
7Grazie cara @Poeta Zaza per il tuo commento, vieni sempre in mio aiuto per una corretta ortografia, ma a quanto pare non sono una brava allieva.
Grazie anche per l'apprezzamento e hai perfettamente ragione per i tempi verbali.
Grazie @bestseller2020, mi stupisce tu non mi abbia fatto le pulci come di consuetudine. Contenta che ti sia piaciuto.
Grazie anche per l'apprezzamento e hai perfettamente ragione per i tempi verbali.
Grazie @bestseller2020, mi stupisce tu non mi abbia fatto le pulci come di consuetudine. Contenta che ti sia piaciuto.
Re: [CN25] Almeno a Natale
8Ah ecco, anche Martin era in ospedale...
@Modea72 posso dirti che sei pazza?

@Modea72 posso dirti che sei pazza?
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Re: [CN25] Almeno a Natale
9@Modea72, il racconto è davvero molto divertente, ed è sostenuto da una scrittura solida e da una voce ironica ben riconoscibile. Si legge con piacere e lascia addosso un buon sapore – quel tipo di sensazione che resta negli occhi anche dopo l’ultima riga. Si sente che l’autore ha una bella penna, e l’ironia, che molti sanno riconoscere ma pochi sanno creare, qui funziona benissimo.
Se devo segnalare qualche aspetto migliorabile – probabilmente figlio della fretta – direi innanzitutto la punteggiatura, che non è sempre puntuale. I dialoghi alternano virgolette alte e trattini, senza una scelta unitaria:
Ci sono poi alcune frasi molto dense, ricche di subordinate, che forse avrebbero guadagnato in chiarezza se spezzate. Ad esempio:
Infine, un altro punto che mi fa pensare a una scrittura molto rapida è l’uso ravvicinato di superlativi, come in questo passaggio:
Detto questo, il racconto funziona e diverte parecchio. Ti riconosco un’ottima capacità nel maneggiare ironia e immaginazione.
Alcune frasi mi hanno colpito più delle altre, in particolare:
Con una revisione più attenta, il testo potrebbe davvero fare un bel salto di qualità!
Se devo segnalare qualche aspetto migliorabile – probabilmente figlio della fretta – direi innanzitutto la punteggiatura, che non è sempre puntuale. I dialoghi alternano virgolette alte e trattini, senza una scelta unitaria:
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pm“Smettila di parlare da sola, sembri matta, fai pure no con la testa, ma chi ti si sposa se fai così! E ti imploro, almeno a Natale…”
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pm-Non pensare di stare qui a farti i tuoi porci comodi, sei un ospite.Inoltre sono rari i due punti e i punti e virgola, che in alcuni passaggi avrebbero potuto dare più respiro.
Ci sono poi alcune frasi molto dense, ricche di subordinate, che forse avrebbero guadagnato in chiarezza se spezzate. Ad esempio:
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmIn una città di quasi centomila abitanti, anche se ci tengono ad affermare il contrario, ci si conosce praticamente tutti, almeno di vista, ma sapendo tutte le dicerie, preferibilmente maldicerie, di ognuno.Io, personalmente, l’avrei forse divisa così: In una città di quasi centomila abitanti – anche se ci tengono ad affermare il contrario – ci si conosce tutti, almeno di vista. E, soprattutto, si conoscono tutte le dicerie. Preferibilmente le maldicerie.
Infine, un altro punto che mi fa pensare a una scrittura molto rapida è l’uso ravvicinato di superlativi, come in questo passaggio:
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pme fortissime fitte alla testa, improvvise, dolorosissime e frequenti. Troppo insicura per riprendere il lavoro che richiedeva lunghissimi percorsi in macchinaQui forse un alleggerimento avrebbe reso la frase più efficace, lasciando che fosse il contesto – e non solo l’intensità lessicale – a trasmettere il disagio.
Detto questo, il racconto funziona e diverte parecchio. Ti riconosco un’ottima capacità nel maneggiare ironia e immaginazione.
Alcune frasi mi hanno colpito più delle altre, in particolare:
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmUn altro cliché: la sua vita sembrava adorarli.
Modea72 wrote: Fri Jan 02, 2026 4:12 pmTutti sembrano avere fatto un passo indietro per guardare come in una partita di tennis, una volta Martin, una volta lei.in entrambi i casi mi sono ritrovato a sorridere, e in un contest come questo credo valga come un applauso.
Con una revisione più attenta, il testo potrebbe davvero fare un bel salto di qualità!
Re: [CN25] Almeno a Natale
10Grazie @NanoVetricida, spero in senso buono!
Grazie @Gustavo per il dettagliato commento e gli ottimi spunti, li ho davvero apprezzati e mi fa molto piacere che il racconto ti abbia divertito.
Grazie @Gustavo per il dettagliato commento e gli ottimi spunti, li ho davvero apprezzati e mi fa molto piacere che il racconto ti abbia divertito.
Re: [CN25] Almeno a Natale
11@Modea72
Ovviamente in senso buono
Tra l'altro, forse non dovrei dirlo, ma ho vissuto un'avventura simile, fortunatamente non ero né vittima, né carnefice, ma solo inconsapevole spettatore e il tuo racconto mi ha divertito il doppio
Ma ricordami di non venire mai a mangiare da te
Ovviamente in senso buono
Tra l'altro, forse non dovrei dirlo, ma ho vissuto un'avventura simile, fortunatamente non ero né vittima, né carnefice, ma solo inconsapevole spettatore e il tuo racconto mi ha divertito il doppio
Ma ricordami di non venire mai a mangiare da te
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Re: [CN25] Almeno a Natale
13Tutti abbiamo sognato almeno una volta di stravolgere malamente la liturgia domestica natalizia, per cui la tua "trovataccia" suscita naturale empatia.
Le pecche sono segnalate (punteggiatura , fraseggio talvolta prolisso...), non le riprendo.
E renderei più sciolte alcune parti troppo "raccontate" .
Peraltro la lettura mi ha divertita e il giudizio globale è positivo!
Le pecche sono segnalate (punteggiatura , fraseggio talvolta prolisso...), non le riprendo.
E renderei più sciolte alcune parti troppo "raccontate" .
Peraltro la lettura mi ha divertita e il giudizio globale è positivo!
...si sappia che dei desideri alcuni sono naturali, altri vani: e, dei naturali, necessari gli uni, solo naturali gli altri (Epicuro)
Re: [CN25] Almeno a Natale
14[font="Open Sans", "Segoe UI", Tahoma, sans-serif]Eccola la mamma, sempre pronta a dare supporto. Natalia la fissa tagliente, ma deve sedersi e premere forte le tempie, digrigna i suoi denti perfetti, abbassa la fronte confidando che i lunghi capelli neri nascondano la sua sofferenza allo sguardo accusatorio della madre.[/font]
[font="Open Sans", "Segoe UI", Tahoma, sans-serif]Era il terzo Natale che passava ospite di sua madre, doveva essere un appoggio temporaneo, per riprendersi dal brutto incidente avuto mentre guidava a troppa velocità, dopo aver trovato a letto il suo compagno con la sua migliore amica. Un altro cliché: la sua vita sembrava adorarli.[/font]
[font="Open Sans", "Segoe UI", Tahoma, sans-serif]Non era forse andata via dalla sua città dopo che Martin, il bellissimo Martin, aveva preferito sua cugina Cassandra? Eppure stavano praticamente insieme, semplicemente non se lo erano dichiarati, sembravano in sintonia nel voler prolungare il più possibile il loro flirt, ma diamine se stavano insieme. [/font]
Provo a farti un esempio di cosa secondo me non va nel racconto. Chi dice cosa? Eccola... è un pensiero diretto di Natalia. Ma poi, con quel Natalia la fissa tagliente... è la voce narrante che inquadra Natalia. Ma deve sedersi... Chi? Natalia che poi rivolge la sua attenzione alla madre. Poi, con Era il terzo Natale, la voce narrante che al passato sembra quasi farsi impersonale. E poi ancora... Un altro cliché.. Qui è la voce narrante o è un pensiero di Natalia. Perché dovrebbe essere un pensiero di Natalia, ma invece sembra lo dica la voce narrante.
Questo tipo di passaggi si trovano in tutto il racconto. Secondo me non sempre sono chiari. Dovresti provare a definire in modo non ambiguo chi dice cosa. Fatto questo lavoro a mio avviso il racconto potrebbe essere superlativo.
[font="Open Sans", "Segoe UI", Tahoma, sans-serif]Era il terzo Natale che passava ospite di sua madre, doveva essere un appoggio temporaneo, per riprendersi dal brutto incidente avuto mentre guidava a troppa velocità, dopo aver trovato a letto il suo compagno con la sua migliore amica. Un altro cliché: la sua vita sembrava adorarli.[/font]
[font="Open Sans", "Segoe UI", Tahoma, sans-serif]Non era forse andata via dalla sua città dopo che Martin, il bellissimo Martin, aveva preferito sua cugina Cassandra? Eppure stavano praticamente insieme, semplicemente non se lo erano dichiarati, sembravano in sintonia nel voler prolungare il più possibile il loro flirt, ma diamine se stavano insieme. [/font]
Provo a farti un esempio di cosa secondo me non va nel racconto. Chi dice cosa? Eccola... è un pensiero diretto di Natalia. Ma poi, con quel Natalia la fissa tagliente... è la voce narrante che inquadra Natalia. Ma deve sedersi... Chi? Natalia che poi rivolge la sua attenzione alla madre. Poi, con Era il terzo Natale, la voce narrante che al passato sembra quasi farsi impersonale. E poi ancora... Un altro cliché.. Qui è la voce narrante o è un pensiero di Natalia. Perché dovrebbe essere un pensiero di Natalia, ma invece sembra lo dica la voce narrante.
Questo tipo di passaggi si trovano in tutto il racconto. Secondo me non sempre sono chiari. Dovresti provare a definire in modo non ambiguo chi dice cosa. Fatto questo lavoro a mio avviso il racconto potrebbe essere superlativo.
Re: [CN25] Almeno a Natale
15Grazie @sefora2 e grazie @Gustavo per il passaggio e i commenti.
Cara @sefora2, inutile dire che lo spunto era a portata di mano, gridava solo di essere portato su carta, poi ovviamente, ho lasciato andare la fantasia. Devo decisamente dare una ripassata alle basi della punteggiatura, avete tutti ragione.
@Gustavo ti ringrazio per questa segnalazione, non ci avevo fatto caso, mi ero disabituata a scrivere in terza persona, proprio in questo forum ho scoperto e cercato di cavalcare la scrittura in prima persona, ma qui mi sono adeguata alla traccia ed evidentemente ho un po' pasticciato.
Grazie a entrambi anche per i complimenti.
Cara @sefora2, inutile dire che lo spunto era a portata di mano, gridava solo di essere portato su carta, poi ovviamente, ho lasciato andare la fantasia. Devo decisamente dare una ripassata alle basi della punteggiatura, avete tutti ragione.
@Gustavo ti ringrazio per questa segnalazione, non ci avevo fatto caso, mi ero disabituata a scrivere in terza persona, proprio in questo forum ho scoperto e cercato di cavalcare la scrittura in prima persona, ma qui mi sono adeguata alla traccia ed evidentemente ho un po' pasticciato.
Grazie a entrambi anche per i complimenti.
Re: [CN25] Almeno a Natale
17@Modea72
Idea bella e assolutamente nelle mie corde per un racconto di Natale decisamente diverso. Ho apprezzato molto l'idea della vendetta e anche del ritorno di Martin.
Non so peró come meglio definire la mia sensazione di mancanza di ritmo nella lettura. Forse la sfilza di sfortune della protagonista e vaghi accenni ironici non sono stati sufficienti a far vivere ogni dettaglio del racconto. Per quanto il contenuto sia chiarissimo e la trama si capisca bene, ci sono dei cali di tensione che nella mia infinita ignoranza non saprei come rendere meglio, ma che ho percepito.
Anche il ritorno di Martin, a mio avviso, da l'idea di uno svolgimento frettoloso.
Rimane comunque una trama bella e un racconto frizzante, che mi é molto piaciuto.
Idea bella e assolutamente nelle mie corde per un racconto di Natale decisamente diverso. Ho apprezzato molto l'idea della vendetta e anche del ritorno di Martin.
Non so peró come meglio definire la mia sensazione di mancanza di ritmo nella lettura. Forse la sfilza di sfortune della protagonista e vaghi accenni ironici non sono stati sufficienti a far vivere ogni dettaglio del racconto. Per quanto il contenuto sia chiarissimo e la trama si capisca bene, ci sono dei cali di tensione che nella mia infinita ignoranza non saprei come rendere meglio, ma che ho percepito.
Anche il ritorno di Martin, a mio avviso, da l'idea di uno svolgimento frettoloso.
Rimane comunque una trama bella e un racconto frizzante, che mi é molto piaciuto.
Re: [CN25] Almeno a Natale
18Scusate @Gustavo e @Arturo Ligotti, sono veramente frastornata 
Grazie @Almissima per il passaggio e per aver condiviso la tua sensazione, dovrò rivederlo con maggiore calma, posso solo dire che la frettolosità nelle spiegazioni di Martin erano volute per sottolineare l'urgenza del bagno e del malessere crescente, ma mi sembra di capire che hai notato nell'intero racconto un ritmo non convincente.
Grazie anche per l'apprezzamento.
Grazie @Almissima per il passaggio e per aver condiviso la tua sensazione, dovrò rivederlo con maggiore calma, posso solo dire che la frettolosità nelle spiegazioni di Martin erano volute per sottolineare l'urgenza del bagno e del malessere crescente, ma mi sembra di capire che hai notato nell'intero racconto un ritmo non convincente.
Grazie anche per l'apprezzamento.
Re: [CN25] Almeno a Natale
19Sicuramente uno dei racconti più divertenti che io abbia letto qui sopra. Parti da un fastidioso rituale comune a molti: la cena con i parenti. La tensione narrativa cresce quando si viene a sapere del background della nostra protagonista e così sei riuscita sapientamente a rendere la stoccata finale che ti era stata imposta davvero... gustosa
(scelta di parole voluta)
Re: [CN25] Almeno a Natale
21Ciao @Modea72
Il racconto mi è piaciuto molto. Quanto fastidio ho provato anche io durante quelle riunioni forzate. Adesso per fortuna le cose sono cambiate. Io Festeggio il pariodo natalizio con i miei nipotini, le mie figlie e il marito di una di loro, (l'altra è single) e dal primo giorno di vacanza scolastica comincia per noi la Festa dei Giocattoli.
Ma andiamo a farti due pulci che il racconto è scritto bene. A essere pignoli giusto due tre cose:
A meno che il tempo, bello o brutto, non incida sulla storia o sul protagonista io evito.
Forse così? come un dialogo?
Natalia questa volta voleva imporsi. "Basta con questa storia di stare tutti insieme almeno a Natale, se nessuno si prende la briga di vedersi tra zii e cugini il resto dell’anno, ci sarà pure un motivo, no?"
“Smettila di parlare da sola, sembri matta, fai pure no con la testa, ma chi ti si sposa se fai così! E ti imploro, almeno a Natale…”
Scusami ma non resisto, non posso spiegartelo meglio di così:
Erano una montagna di fritti. Sentì lo stomaco stringersi, Martin ne stava facendo una scorpacciata. Avvertì una leggera nausea, per l'odore pungente di olio e lo spettacolo pietoso intorno a lei: decine di bocche piene di verdure impastellate. Tranne quella di Cassandra.
Una cosa di questo tipo intendo.
Ti chiedo perdono, che a volte mi sembra di fare commenti esagerati. Se quello che ti dico non ti torna butta via tutto.
Complimenti per la trama e la struttura, tutto ben congegnato.
Il racconto mi è piaciuto molto. Quanto fastidio ho provato anche io durante quelle riunioni forzate. Adesso per fortuna le cose sono cambiate. Io Festeggio il pariodo natalizio con i miei nipotini, le mie figlie e il marito di una di loro, (l'altra è single) e dal primo giorno di vacanza scolastica comincia per noi la Festa dei Giocattoli.
Ma andiamo a farti due pulci che il racconto è scritto bene. A essere pignoli giusto due tre cose:
wrote: Il freddo era pungente, un cielo lattiginoso sembrava promettere neve, ma la temperatura gelida avrebbe dissuaso anche il più intrepido dei fiocchi a scendere per un’iconica immagine natalizia.Mai cominciare un racconto con la descrizione del clima. Non è una regola ma fa tanto Era una notte buia e tempestosa…
A meno che il tempo, bello o brutto, non incida sulla storia o sul protagonista io evito.
wrote: Natalia questa volta voleva imporsi, basta con questa storia di stare tutti insieme almeno a Natale, se nessuno si prendeva la briga di vedersi tra zii e cugini il resto dell’anno, ci sarà pure stato un motivo, no?Perchè non hai messo tra vigolette le parole di Natalia? È la mamma che risponde Smettila di parlare…
“Smettila di parlare da sola, sembri matta, fai pure no con la testa, ma chi ti si sposa se fai così! E ti imploro, almeno a Natale…”
Forse così? come un dialogo?
Natalia questa volta voleva imporsi. "Basta con questa storia di stare tutti insieme almeno a Natale, se nessuno si prende la briga di vedersi tra zii e cugini il resto dell’anno, ci sarà pure un motivo, no?"
“Smettila di parlare da sola, sembri matta, fai pure no con la testa, ma chi ti si sposa se fai così! E ti imploro, almeno a Natale…”
wrote: Modea72Modea72La prima cosa che le aveva detto sua madre, anzi, le prime due, erano state:Non ci vedo bene i trattini, Meglio il corsivo tra virgolette, e le caporali o i trattini lunghi per i dialoghi.
-Non pensare di stare qui a farti i tuoi porci comodi, sei un ospite.
-Vedi di stare lontana da Cassandra e Martin.
wrote: Modea72Quando l’indomani vede carciofi, broccoli e patate pastellate in bella mostra sui tavoli, aggrediti dai parenti, il viso le si allarga in un sorriso. Si guarda intorno, le sembra che tutti la stiano fissando, sua madre sembra imbarazzata e saltella da un gruppetto all’altro con fare cospiratorio. Ha un attimo di panico, poi vede Martin mangiare i fritti, sembra concentrato solo nell’ingurgitare quei maledetti fritti. Natalia saetta lo sguardo per la sala, nessuna traccia di Cassandra. Tutti sembrano avere fatto un passo indietro per guardare come in una partita di tennis, una volta Martin, una volta lei.Tutto il racconto è scritto con lo stesso stile e questo penalizza un po' il pathos. Tutto è raccontato come in questo breve estratto che prendo come esempio. Vorrei farti vedere cosa intendo per spiegarti ma non mi sembra bello riscrivere come lo avrei scritto io. Comunque provo a spiegarti: Ogni azione si sussegue quasi come un elenco, lei fa questo, la mamma quell'altro, tutti la guardano, ma la tensione del momento non la sento.
Natalia ha l’impulso di bloccare Martin.
Scusami ma non resisto, non posso spiegartelo meglio di così:
Erano una montagna di fritti. Sentì lo stomaco stringersi, Martin ne stava facendo una scorpacciata. Avvertì una leggera nausea, per l'odore pungente di olio e lo spettacolo pietoso intorno a lei: decine di bocche piene di verdure impastellate. Tranne quella di Cassandra.
Una cosa di questo tipo intendo.
Ti chiedo perdono, che a volte mi sembra di fare commenti esagerati. Se quello che ti dico non ti torna butta via tutto.
Complimenti per la trama e la struttura, tutto ben congegnato.
Re: [CN25] Almeno a Natale
22Adoro ricevere commenti come i tuoi @Albascura, mi dedichi del tempo per aiutarmi ed esprimere le tue impressioni.
Hai ragione, in un laboratorio il tutor del video spiegava che non si dovrebbe iniziare con descrizioni del clima, non me lo sono ricordato, pensavo di anticipare da subito il periodo natalizio.
Sulle virgolette di Natalia, pensavo non servissero dal momento che parlava tra sé e sé, mi documento.
I trattini mi sono già stati fatti notare, in realtà pensavo dessero meglio l'idea dell'elenco, stile lista delle regole, ma mi sembra di capire che è un errore ortografico.
Devo capire bene il discorso del ritmo, rileggo domani ad un orario più lucido, intanto ti ringrazio per tutte le indicazioni, di cui spero di fare buon uso, e ti ringrazio per l'apprezzamento.
Hai ragione, in un laboratorio il tutor del video spiegava che non si dovrebbe iniziare con descrizioni del clima, non me lo sono ricordato, pensavo di anticipare da subito il periodo natalizio.
Sulle virgolette di Natalia, pensavo non servissero dal momento che parlava tra sé e sé, mi documento.
I trattini mi sono già stati fatti notare, in realtà pensavo dessero meglio l'idea dell'elenco, stile lista delle regole, ma mi sembra di capire che è un errore ortografico.
Devo capire bene il discorso del ritmo, rileggo domani ad un orario più lucido, intanto ti ringrazio per tutte le indicazioni, di cui spero di fare buon uso, e ti ringrazio per l'apprezzamento.