Un saluto a tutti, è da un po' che valuto se dire o meno la mia su questo argomento, che trovo assai interessante da dibattere e che ho seguito su varie discussioni nella sezione Agorà. Molte delle cose che scriverò, saranno a titolo personale, ma una riflessione finale vorrei farla come parte dello Staff.
Comincio da ciò che penso dell'IA in generale: non è né buona né cattiva, a seconda dei suoi campi di applicazione e finalità. Per esempio, la trovo assolutamente negativa a scopo bellico, perché è stato sperimentato che è in grado di prendere decisioni autonome e valuterebbe senza remore la possibilità di una guerra nucleare, oltre a prendere altre decisioni in genere, basate su fini e obiettivi, rendendo sacrificabili le vite umane. La trovo valida in ambito clinico e medico, nella realizzazione di alcune protesi, per la ricostruzione dei circuiti neurali nelle malattie degenerative, nella realizzazione di interventi a distanza, ecc... ci sarebbero altri ambiti con pro e contro, compresi informazione, tecnologia, sicurezza, impatto ambientale, socialità, ma sorvolo.
Veniamo, invece, all'arte e alla scrittura. Ho letto diverse riflessioni tra questi commenti e quelli del Labocontest dedicato e mi ha colpito molto la suddivisione fatta da Alba in 3 categorie di scrittori, perché non mi ritrovo in nessuno di essi. A prescindere dalla dicotomia scrittore (o scrittrice... Alba perdonami, ma trovo "scrittora" atroce e non lo riesco a dire, abbiamo termini italiani già esistenti e ha più senso utilizzare questi

) aspirante/affermato, io faccio parte di chi non userà mai l'IA nella scrittura (categoria non menzionata, se non erro). È vero, ormai compare nella ricerca di informazioni e documentazione, è un'opzione implementata nei motori di ricerca
e non nego sia piuttosto utile e rapida, benché sia stato verificato che alcune ricerche siano veicolate anche a scopo commerciale (come fino a poco tempo fa era con le Add), ma a maggior ragione le informazioni vanno comunque verificate bene, sempre e qualunque mezzo si usi. Anche perché, nel sintetizzarle, a volte l'agente tende a sovrapporre le informazioni e a essere fuorviante. Sei hai già delle nozioni di base e vuoi dei riscontri, è pratica e veloce e puoi anche dedurre per logica ciò che è congruente da ciò che non lo è. Diversamente è consigliabile verificare leggendo le varie fonti (che comunque seleziona in tempo rapido).
Non la userei mai, però, nel processo di scrittura e revisione per diversi motivi. Come molti hanno detto, ognuno ha un proprio stile, che magari è frutto di anni di letture e in questo l'IA non è diversa da noi: l'apprendimento umano avviene spesso per modellamento, conscio e inconscio, e noi stessi acquisiamo uno stile che è molto vicino ai modelli di riferimento che ci scegliamo o ci vengono impartiti, ma questi modelli sono poi filtrati dal nostro punto di visita, dalla sensibilità personale e così via... Per imitare il nostro stile, quindi, l'IA deve aver acquisito molti dei nostri modelli di scrittura personali (cioè dovrebbe aver immagazzinato molte nostre opere di scrittura, racconti e altro) e a quel punto, a che ci serve se ne abbiamo prodotti tanti e siamo in grado di farlo? Se invece vogliamo mettere una nostra idea nel prompt e chiedere all'IA di scrivere una storia con quell'idea, ma con lo stile di Dostoevskij (preso come modello), potrebbe farlo, ma a questo punto mancherebbe la personalizzazione (nostra e l'emotività di cui si è già parlato). Possiamo darle l'idea e chiedere di trarne una storia senza chiederle uno stile, ma scegliendo tono, linguaggio e atmosfere, per poi fare delle modifiche personali; però sarebbe una storia scritta "a 4 mani", non la nostra storia, come la scriveremmo noi, ma magari il risultato ci soddisfa e va bene così.
Non uso l'IA per elaborare le mie idee, perché resterebbero in un gigantesco database, che l'IA può riutilizzare. Sul vecchio forum leggevo, ogni tre per due, post di gente terrorizzata dal mandare agli editori i propri manoscritti preziosissimi, per paura di un plagio del proprio capolavoro o della propria idea. Ora nessuno si pone il dubbio se un'idea, trama, soggetto, fatto elaborare dall'IA non venga poi riutilizzato per andare a implementare idee analoghe di altri e addio originalità.
Non la uso per revisioni e editing, perché voglio che le prime revisioni passino sotto il mio controllo, voglio rendermi conto di cosa tagliare o lasciare, delle ridondanze, ripetizioni ed errori. Di ciò che è imprescindibile per me o di ciò che, immedesimandomi nel lettore, è superfluo. Poi magari l'editor della CE me lo sconvolgerà pure, ma intanto non ho perso l'opportunità di automigliorarmi, mettermi in discussione e allenare la mia capacità di assumere altri punti di vista e crescere. Anche solo capire quante volte uso un vocabolo.
Non uso l'IA nella ricerca di sinonimi e contrari perché è limitata, dà gli stessi lemmi che darebbe Word, preferisco "Homolaicus sinonimi e contrari", sito obsoleto e non più ottimizzato, ma ricco, una vera miniera.
A proposito di ciò, ultimamente mi sta anche venendo la psicosi da precisione. Io cerco il più possibile di affinare e correggere ogni mio testo da errori, ma mi sembra che si stia creando una sorta di generico sottinteso: senza errori=IA.
Si privilegia il testo non corretto e scritto di getto alla revisione. Lo noto anche qui sul forum e nei commenti, come se l'errore fosse sinonimo di autenticità. Per carità, può sfuggire ed è più che normale, ma a volte ho quest'impressione, per cui ho persino paura, talvolta, a inviare a una CE testi troppo revisionati, per timore che siano valutati come non autentici. Insomma, temo che arriveremo al paradosso di privilegiare l'errore come simbolo di rifiuto dell'IA (che pure di errori ne commette).
Altro motivo per cui non la uso è perché penso che qualunque forma d'arte sia anche terapeutica. Se ci togliamo persino la possibilità di creare e lasciarci assorbire dal processo creativo per liberarci dai nostri "demoni", o esprimere ciò che nella vita di tutti i giorni non potremmo o non riusciremmo a fare, abbiamo tutto da perdere come individui. Ci precludiamo qualcosa di benefico, dilettevole, utile e talvolta persino salvifico!
Non uso IA per creare cose che non sarei capace di fare, come illustrazioni, copertine, locandine, perché ho rispetto della professionalità altrui. C'è chi la usa come strumento anche in questo, ma si vede perfettamente ciò che è realizzato dietro supervisione umana, con uno stile, con una composizione dell'immagine, da ciò che è del tutto generato da IA, senza che ci sia una professionalità specifica in quel campo e non è solo questione di prompt ben formulati. Certo, chi ha esperienza in un campo saprà redigere il prompt più adatto, ma non si accontenterà di un'immagine generata, o della composizione di una grafica disordinata, caotica, o troppo piena di informazioni inutili.
Con questo, non starò a puntare il dito contro uno strumento che non mi piace usare, se c'è chi lo fa con criterio, con oculatezza, come parte del processo e non come sostitutivo di competenze che non ha. Per cui, se c'è chi usa l'IA nella scrittura per ricerche, brain storming (cosa che io preferisco comunque fare con umani), editing... e ne ottiene rapidità e beneficio, benvenga, non sta a me giudicare e non avrebbe senso. Non posso giudicare un artigiano perché usa uno strumento al posto di un altro, o ancora, un utensile elettrico al posto della manualità, se c'è arte ed esperienza, capacità, talento, è solo un processo e ognuno è libero di esprimere la propria creatività nel modo più opportuno. Il contest del laboratorio aveva e ha questo scopo, unicamente sperimentare e capire, non puntare il dito contro chi usa l'IA, o chi non la vuole usare e perché. È un esercizio per capire, come in ogni laboratorio creativo. Un allenamento anche per riconoscere se e come l'IA sia stata utilizzata e con quale e quanta efficacia; se non è stata usata e invece sembra che lo sia e perché ci dà questa sensazione. Senza preconcetti su uso e non uso, ma solo il divertimento di scoprire, indagare e sperimentare. Mettersi in gioco non significa usare per forza appieno uno strumento, ma anche in parte o affatto e comunque guardarsi attorno e capire benefici e limiti per chi lo usa.
È per questo che CdM non vuole e non può schierarsi apertamente verso l'IA come alcuni forum fanno con manifesti, regolamenti e proclami. Ci siamo sempre fidati e affidati al buon senso della nostra utenza, anche nell'esprimere le proprie idee, popolari o impopolari che siano, purché nel rispetto reciproco e del regolamento. Vigiliamo, interveniamo lì dove riteniamo sia indispensabile farlo se ci sono gravi violazioni e commenti infamanti, ma non cambieremo il regolamento per l'uso di uno strumento che chi vuole è libero di usare. L'importante è ammetterlo con serenità e specificare se e in che modo lo si è usato, senza che questo diventi uno pretesto, né per barare, né per incriminare. Se l'IA fa parte, ormai, del quotidiano, non ha senso fare crociate pro e contro, ha senso fare i conti con il proprio pensiero e le proprie scelte accettando quelle altrui, purché l'altro abbia la serenità e il coraggio di ammetterle. Non è una cosa illegale e da nascondere. Se abbiamo un approccio aperto, possiamo accettare che chi vuole la usi per come ritiene, purché senza intenti ingannevoli. Se lo esplicita è meglio, oppure, se abbiamo il dubbio e vogliamo esprimerlo in un commento motivandolo, senza che sia un'accusa, l'altro si sentirà più al sicuro nell'ammettere di averlo fatto e in che misura.
Detto ciò vi auguro un buon proseguimento, di dibattito e del contest... E sappiate che questo forum è molto visitato da chatbot, che leggono, apprendono, e ci restituiscono una sintesi delle nostre stesse opinioni, quando li interpelliamo sull'uso delle IA.
