Dal self alla casa editrice: mi conviene o non mi conviene?

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Forse sarebbe ovvio dire "mi conviene"; ma devo dire anche che:
per il mio libro pubblicato in self ci ho lavorato per ben sei anni circa; o meglio, da degli appunti qua e là, in tutti questi anni ne è uscito un libro che io manco mi immaginavo di pubblicare. Quindi mi è costato molta fatica mentale e, se posso dire, molta sofferenza diciamo. Quindi, dopo tutta questa fatica (e sofferenza), mi dà quasi fastidio farlo manipolare-correggere ulteriormente da qualcun altro; a questo mio libro ci sono affezionato quasi e penso sia normale.
Il vantaggio di pubblicare con una casa editrice, penso sia, sostanzialmente, quello di avere maggiore probabilità di vendita; anche perché almeno, a differenza del self che si vende solo online, con una casa editrice si venderebbe anche nelle librerie fisiche, ecc. come è più facile fare la presentazione del libro, la pubblicità...
I vantaggi del self invece, ti senti più padrone della tua opera, hai una percentuale più alta di guadagno....

Io, comunque all'editore ho dato personalmente (gratuitamente) una copia del mio libro; mi ha detto che lo leggerà a tempo perso, perché come si può immaginare ha molti impegni, ma forse ha capito che sono propenso a pubblicare con lui questo mio primo; invece io vorrei da lui soltanto un parere, su questo mio primo; e poi gli ho parlato di un'idea, cioè questa: creare una storia, prendendo spunto da questo mio primo, che una storia non è.

E già di questo mio primo sono arrivato alla seconda edizione; non vorrei fare edizioni infinite :asd:  :hm:
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"Quando sogno io non ho più corpo, volto né pensiero; quando sogno volo via leggero sopra a tutti voi e torno uomo." Enrico Ruggeri, Diverso dagli altri
Daniel P., autoproclamatosi "Re del Jukebox nel forum Costruttori di Mondi".
Post Leonardo, Il Vitruviano

Re: Dal self alla casa editrice: mi conviene o non mi conviene?

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Se sei (molto) abile nel marketing puoi avere le tue belle soddisfazioni anche col self: va da sé che diventa un secondo lavoro, tra analisi di mercato, posizionamenti, studi strategici etc, etc etc. 
Pubblicare con una CE ne vale la pena solo se è una major (altrimenti nelle librerie fisiche non ci arriverai mai) con tutta la potenza di fuoco che ha in termini di pubblicità, marketing... ma questa è una via percorribile solo se già ti sei fatto un "nome", con delle ottime vendite pregresse al tuo attivo, altrimenti nada.
Il mercato italiano questo è.
Daniel P. wrote: mi dà quasi fastidio farlo manipolare-correggere ulteriormente da qualcun altro; a questo mio libro ci sono affezionato quasi e penso sia normale.
Ognio scarrafone è bello a mamma sua... si è inclini a pensare di avere il testo perfetto ma quello che ha ragione è sempre l'editor. Occhi diversi sanno trovare i difetti che l'autore non vede, anche perché è "troppo dentro" la storia. 
Buona fortuna :asd:

Re: Dal self alla casa editrice: mi conviene o non mi conviene?

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Ciao a tutti.
Opnione personale ( e contestabile): io non credo nel self. Provando a farmi pubblicità sui social ho notato che il mio messaggio viene diluito in quello di altri mille scrittori che fanno la stessa cosa con i propri libri. Pertanto, se si vuole vendere e a meno che tu non abbia un nome noto, l'unica è quella di recarsi nelle librerie di una certa rilevanza a svolgere firmacopie. In queste librerie ci puoi arrivare solo se hai pubblicato con una casa editrice che ha un distributore convenzionato.
Inoltre ho notato che alcune case editrici non considerano il self come una precedente pubblicazione, quindi, quando si invia loro una proposta con il proprio curriculum, è inutile citare il libro seppur buono che non ha trovato una collocazione "ufficiale".
Alla prossima.

Edison

Re: Dal self alla casa editrice: mi conviene o non mi conviene?

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Seguire quello che chiede il mercato o rimanere fedeli a se stessi?
Allora: questo editore che ho conosciuto ha guardato il mio libro e mi ha detto che 252 pagine sono troppe e mi ha corretto così, su due piedi, a voce, quelle poche frasi che ha letto sul momento. Tutto quello che mi ha detto, me l'ha detto per rendere il mio libro più... non "vendibile" direi, ma più "commerciabile". Infatti mi ha anche suggerito di ridurre il prezzo di copertina.
Comunque:
1. secondo quale criterio 252 pagine sono troppe? Ci sono libri che vanno da cento a mille pagine. Forse in base al genere... bah; allora essendo il mio un saggio, direi che 252 pagine possono anche andar bene  :si:
Lui vorrebbe fare dei tagli; ma le parti che a me non convincevano io le ho già tagliate!
2. di questo libro ne ho fatto già una seconda edizione; non mi piacerebbe farne una terza, una quarta... ecc. Pertanto, facessi ulteriori correzioni o modifiche, a me parrebbe di sacrificare ben 5 anni circa, di duro lavoro... ci ho passato giorni, notti... lacrime e riletto forse una ventina di volte almeno.

Quindi, concludendo, se dessi retta a questo editore è probabile o molto più probabile che venderei di più; ma si vede che, come scrivo anche nel mio sottotitolo, sono ancora un sognatore ingenuo ed incosciente; o troppo orgoglioso delle mie opere; ma il pubblico, "il mercato", mi pare che per la maggior parte, di solito, si accontenti di prodotti mediocri o di basso livello; e io non credo proprio di aver fatto un prodotto mediocre. Magari non eccellente (è anche solo la mia prima pubblicazione), ma neanche mediocre o di basso livello. La gente non è obbligata a comprare il mio libro, ma neanche ci sto a svendermi o a creare una cosa che non sento più mia!!

Oppure, me lo facesse lasciare tale e quale sarebbe un altro discorso :D        


Da una mia conoscente mi è stato detto che "sfido il destino" nel caso non accettassi la proposta diciamo (perché in realtà sono io che ho voluto fare leggere il mio libro all'editore, ma giusto per avere un suo parere...) la proposta dell'editore; ma a parte questi modi di dire, mi è stato detto che sarei l'unico al mondo, quasi, che non accetta un editore che si offre di pubblicare il suo libro. Ma... è proprio così?
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