M.T. wrote: So bene che non è una novità che professori facciano comprare libri realizzati da loro (superiori e università), ma sono pertinenti all'ambito di studio; in questo caso mi sembra una cosa diversa e non mi piace.Non piace neanche a me, però purtroppo avveniva già da prima "sotto banco" e non solo con libri divulgativi, ma anche con altri argomenti (romanzi, sillogi, antologie di racconti...). I professori non lo dicevano apertamente ma lo facevano capire e le disparità di trattamento, tra chi acquistava e chi no, si vedevano. Non è corretto, assolutamente, ed è ricattatorio, ma avveniva e avviene. Però mi sembra più un atteggiamento narcisistico individuale, che legato all'esigenza di integrare lo stipendio, ahimé.
M.T. wrote: non c'è da meravigliarsi che il ruolo degli insegnanti sia bistrattato.Lo è da tempo, come dicevamo. E da quello che mi raccontano amici con figli, le scuole e università private che ci sono da noi sono persino peggio delle pubbliche. Tanto che molti, dopo l'esperienza della scuola privata, iscrivono nuovamente i figli a quella pubblica.
Personalmente non credo che qui il modello americano possa attecchire, ma è comunque necessario che siano presi maggiori e migliori provvedimenti, dai vari governi, per rivalutare le nostre figure formative.