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Scrittura e Intelligenza Artificiale: riflessioni sulla voce dell’autore

Posted: Wed Sep 23, 2026 4:11 pm
by Albascura
Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale è entrata anche nei territori della scrittura, ha modificando abitudini, strumenti e perfino aspettative. 
In molti la utilizzano per la revisione ortografica, altri per ottenere suggerimenti tecnici, altri ancora come scorciatoia narrativa. Io la utilizzo per le ricerche ma risulta faticoso poi controllare e fare altre ricerche per avere conferma, di solito è il primo risultato che mi da Google quando cerco dei sinonimi. Comunque è un fenomeno che riguarda tutti, non solo chi scrive per professione.

Qui vorrei proporre una riflessione che  nasce da un mio interesse per la qualità della scrittura e per la mia crescita personale come autrice.

La scrittura è un atto artigianale: richiede voce, rischio, imperfezione, scelte, fatica. Questo è ciò che rende riconoscibile un autore. 
L’IA, quando utilizzata in modo massiccio, tende a produrre testi con caratteristiche ricorrenti: uniformità sintattica, metafore prefabbricate, dialoghi simmetrici, descrizioni generiche e una perfezione stilistica che non appartiene alla scrittura umana. 
Sono schemi che chi frequenta la narrativa riconosce immediatamente e non solo chi legge molto: chiunque abbia studiato anche solo un minimo di struttura del racconto, manuali di scrittura o tecniche di dialogo individua questi pattern senza difficoltà.


Vorrei proporre anche un punto di vista semplice: la voce dell’autore è riconoscibile, sempre.
Chi legge con attenzione (e qui dentro siamo in molti), percepisce immediatamente quando un testo nasce da un processo umano, con le sue scelte, le sue imperfezioni e quando invece è stato generato in larga misura da un algoritmo.
I testi prodotti massicciamente con IA presentano schemi ricorrenti che io ho imparato a riconoscere:

In questi testi troviamo, come dicevo anche sopra, descrizioni generiche e standardizzate, dialoghi simmetrici e senza frizione, assenza delle micro‑imperfezioni che sono la firma della mano umana.
Una sintassi uniforme e “troppo pulita” restituisce uno stile omologato, privo di anima e totale mancanza di empatia con i personaggi: in sintesi leggendo con attenzione si riscontra una perfezione mpeccabile, tono anonimo, descrizioni da manuale e dialoghi innaturali senza quell'inflessione che un umano usa nel parlato. Insomma, un racconto o un romanzo cosi è lo specchio di una levigatezza algoritmica lontana dalla spontaneità umana. 
Non si tratta di demonizzare chi la usa ma mi chiedo come preservare la voce dell’autore nell’era degli algoritmi? 
E, inoltre, quanto perde in credibilità un autore che pubblica testi dove chi legge riconosce questi pattern?
E, soprattutto: come mantenere vivo il valore della crescita personale nella scrittura? Qui nel forum lo diciamo spesso, qui si impara a scrivere narrativa e chi più di me può dirlo? che ho cominciato nel WD in maniera disastrosa?

L’argomento è motivo di dibattito in diversi ambienti:  Nei comitati dei concorsi, nei forum di scrittura come il nostro e naturalmente nell’editoria in generale.
Chi scrive con l'aiuto di una IA perde credibilità come autore, praticamente non cè nessun bisogno di dirlo apertamente o di denunciare quella, che alla fine, non è un’infrazione. Ma bisogna essere consapevoli, tutti, chi la usa e chi no, che di fronte a un testo del genere si perde del tutto l'interesse e si passa oltre.  

Mi piacerebbe ascoltare esperienze, dubbi, opinioni e prospettive diverse.
Non per stabilire regole, ognuno è libero di procedere come vuole e scegliere il proprio percorso ma per capire insieme come convivere con uno strumento così potente senza rinunciare alla nostra identità narrativa. 

Re: Scrittura e Intelligenza Artificiale: riflessioni sulla voce dell’autore

Posted: Wed Sep 23, 2026 6:45 pm
by Albascura
Mi sono accorta che ho dimenticato un aspetto molto pratico: 
come integrate (o non integrate affatto) l’IA nel vostro processo creativo? La usate per qualcosa? La evitate del tutto? Oppure vi capita di sperimentare? anche voi, a volte, notate qualcosa che vi fa sorgere un sospetto? A me è capitato in libreria, per esempio. Non dico il titolo del libro e nemmeno l'autore per ovvi motivi, però si, capita anche nei romanzi di autori meno noti che magari hanno tanto seguito sui social.   
Mi interessa capire proprio questo: come la vivete nel quotidiano quando vi mettete a scrivere o quando cominciate a leggere un nuovo libro, un racconto...

Re: Scrittura e Intelligenza Artificiale: riflessioni sulla voce dell’autore

Posted: Wed Sep 23, 2026 7:32 pm
by Poeta Zaza
Albascura wrote: Wed Sep 23, 2026 4:11 pmLa scrittura è un atto artigianale: richiede voce, rischio, imperfezione, scelte, fatica. Questo è ciò che rende riconoscibile un autore. 
Giusto! @Albascura  :)
Il rischio attuale, dall'avvento della I.A., è la "voce" della sua affascinante "sirena"  che chiama i neofiti della scrittura (e non solo loro!) e li seduce con la sua capacità, non solo di correggere i testi, ma anche di rifarli nella veste migliore, senza sforzi dell'autore che vi si rivolge.
Ma io mi chiedo: possibile che si preferisca avere il proprio testo corretto, pulito e sterilizzato e non presentare con orgoglio un proprio testo (corretto in proprio tramite riletture o con l'aiuto di Word) attendendo, come succede nei nostri Contest, i commenti costruttivi utili per la crescita di un autore neofita o in costruzione come lo siamo noi?

Perché si preferisce l'applauso a un racconto artificiale, invece dell'incoraggiamento a un racconto vero?
In un mondo che spinge al consenso ad ogni costo, tanti preferiscono raggiungerlo con poca fatica; mano a mano, verranno assorbiti in un pianeta  artificiale parallelo, come le luci notturne di una metropoli  oscurano le stelle.
Albascura wrote: Wed Sep 23, 2026 4:11 pmE, soprattutto: come mantenere vivo il valore della crescita personale nella scrittura? Qui nel forum lo diciamo spesso, qui si impara a scrivere narrativa e chi più di me può dirlo? che ho cominciato nel WD in maniera disastrosa?
E non sei la sola, Alba, siamo in tanti come te.
Io spero tanto che l'impegno di questo Forum (staffer e utenti insieme) si rafforzi coinvolgendo il mondo esterno, magari tramite i Social, facendo pubblicità ai nostri Contest, alle nostre palestre di scrittura
(ricordiamo il Labocontest, con il suo percorso di Laboratorio di scrittura su tutti) per far capire a chi non sa...

... la gioia di scrivere e il piacere di leggere!  :libro:

Re: Scrittura e Intelligenza Artificiale: riflessioni sulla voce dell’autore

Posted: Wed Sep 23, 2026 9:08 pm
by Mid
Albascura wrote: come integrate (o non integrate affatto) l’IA nel vostro processo creativo? La usate per qualcosa? La evitate del tutto?
Non sono un entusiasta dell'IA, ma è uno strumento, e come strumento la uso in un paio di modi:
  • correttore di bozze, per scovare quegli errori che a me sfuggono: giusto di recente in un racconto mi ha trovato un'apostrofo "dritto" invece di uno "curvo"/tipografico... io non l'avrei mai notato.
  • come compagno per "rimbalzare idee". Certe volte, mentre scrivo, mi blocco come se il cervello non riuscisse a proseguire. In quei casi l'IA mi aiuta a uscire dall'impasse più velocemente. Non chiedo "come andare avanti", semplicemente scrivo quello che mi viene in mente, e vedo cosa mi risponde. Spesso basta questo per sbloccarmi. Esempio fresco di oggi: volevo una citazione per un esergo a un mio racconto. Chiedo "di parlarmi di opere relative a plagio o mancanza di originalità", perché il tema del racconto è quello, ma tra i testi che conosco non mi viene in mente nulla. L'IA mi risponde con un mucchio di fesserie che non mi convincono (peraltro alcune errate). Però tra quelle restituisce una raccolta di Borges che conosco bene. Mi ricordo di un racconto che potrebbe avere qualche frase utile... recupero il libro dai miei scaffali, rileggo il racconto, e voilà, ho trovato la citazione perfetta per il mio esergo. Senza l'IA quel racconto non me lo sarei ricordato così velocemente, e forse mi sarei dovuto accontentare di una citazione meno efficace.
In ogni caso la mia filosofia è semplice: l'IA non deve scrivere niente. L'intenzione della scrittura mi deve appartenere al 100%. Se l'IA scrivesse anche solo due parole di un racconto, quel racconto non sarebbe più mio.

Per questo mi va bene come correttore di bozze (ovvero: io avevo intenzione di scrivere XYZ ma ho battuto male e ho scritto XYW, quindi l'IA mantiene la mia "intenzione" di scrittura), e come compagno per rimbalzare idee (perché alla fine ciò che scrivo viene sempre in mente A ME, non all'IA).
Posso anche accettare che venga usata come strumento di analisi, per esempio per capire se il racconto è coerente nella prosa, se ci sono errori storici, ecc. Ma NON deve essere usata per risolvere eventuali problemi, dovrebbe solo segnalarli. Esempio: un personaggio del 1850 effettua una telefonata? L'IA può segnalarmi l'anacronismo, ma non dovrebbe dirmi COME correggerlo.

Questo il mio pensiero.
Francamente, sono molto d'accordo con una frase che gira parecchio nei circuiti di chi è contro l'IA: "se non ti sei sbattuto a scriverlo, perché dovrei sbattermi a leggerlo?"

Re: Scrittura e Intelligenza Artificiale: riflessioni sulla voce dell’autore

Posted: Wed Sep 23, 2026 9:47 pm
by Albascura
Mid wrote: "se non ti sei sbattuto a scriverlo, perché dovrei sbattermi a leggerlo?"
Bella frase che racconta in breve il mio pensiero. 
Io no ho molta esperienza diretta con L'IA, nel senso che non le darei mai in pasto un mio racconto, però si, l'uso che ne fai tu è sano. 
Anche io lo considero uno strumento utile per scrivere. 
A volte per ricordarmi un titolo di un libro o di un film è velocissima e capisce anche le indicazioni più strane, se il mio ricordo è molto vago lei riesce sempre a darmi il titolo che cercavo. 
Mid wrote: In ogni caso la mia filosofia è semplice: l'IA non deve scrivere niente. L'intenzione della scrittura mi deve appartenere al 100%. Se l'IA scrivesse anche solo due parole di un racconto, quel racconto non sarebbe più mio.
lo penso anche io, siamo totalmente d'accordo. 

Re: Scrittura e Intelligenza Artificiale: riflessioni sulla voce dell’autore

Posted: Wed Sep 23, 2026 10:49 pm
by Daniel P.
Albascura wrote: Mi sono accorta che ho dimenticato un aspetto molto pratico: 
come integrate (o non integrate affatto) l’IA nel vostro processo creativo? La usate per qualcosa? La evitate del tutto? Oppure vi capita di sperimentare? anche voi, a volte, notate qualcosa che vi fa sorgere un sospetto? A me è capitato in libreria, per esempio. Non dico il titolo del libro e nemmeno l'autore per ovvi motivi, però si, capita anche nei romanzi di autori meno noti che magari hanno tanto seguito sui social.   
Mi interessa capire proprio questo: come la vivete nel quotidiano quando vi mettete a scrivere o quando cominciate a leggere un nuovo libro, un racconto...
1. L'IA sinceramente mi spaventa in ogni campo; nel caso se ne faccia un uso eccessivo ovviamente.
2. Mai usata per creare il mio libro, per comporre il mio testo (anche se quel mio libro non è un racconto...); ho fatto delle piccole ricerche, ma senza usare l'intelligenza artificiale.
3. Non so manco come usarla... e anche se già sentito il termine "pattern", in realtà non so manco che cosa sia  :asd:  :hm:         
4. Forse dovrebbero trovare un modo perché i libri creati con l'IA abbiano un prezzo piuttosto contenuto rispetto a gli altri libri. È possibile?
5. "Modestamente"... quello che io ho creato nel mio libro (grafica compresa) l'intelligenza artificiale non sarebbe in grado di crearlo! :D Anzi, SPERO SIA MAI!! :hm:   

Poeta Zaza wrote: Ma io mi chiedo: possibile che si preferisca avere il proprio testo corretto, pulito e sterilizzato e non presentare con orgoglio un proprio testo (corretto in proprio tramite riletture o con l'aiuto di Word) attendendo, come succede nei nostri Contest, i commenti costruttivi utili per la crescita di un autore neofita o in costruzione come lo siamo noi?
Già. Infatti io, dopo essermelo riletto non cento volte, ma mille volte!! La seconda edizione del mio primo titolo pubblicato, (anche se qualcuno o nessuno ci crederà, come, diciamo, si è già dimostrato :hm: ) vado orgoglio del mio prodotto (in sé) e del fatto di non aver fatto nessun refuso o quasi nessuno ...su ben 252 pagine, vabbè :D In ogni caso ne sono orgoglioso, indipendentemente da quante copie riuscirò a vendere :hm: ma non solo per i refusi, ma anche per come ho deciso di comporre il mio testo diciamo...