[CE2026] Una storia quasi vera
Posted: Mon Aug 17, 2026 12:16 pm
Quando arrivò quella mattina, trovò la porta socchiusa. Era certa di averla chiusa a chiave prima di uscire. Il cuore le saltò in gola: non riusciva a ricordare quando fosse stata l’ultima volta che aveva avuto paura per rientrare a casa.
Quella volta che aveva dimenticato le chiavi nella serratura all’esterno in modo che, chiunque passasse, potesse entrare, o quella volta che nel disordine i ladri non avevano visto i gioielli nascosti sotto il finto bidet, oppure la volta che aveva dimenticato di serrare col lucchetto tutte le finestre?
Lasciamo perdere!
La distrazione, si sa, è sempre pronta a uscir fuori; non c’è santo o preghiera che tenga, mani giunte o dita incrociate…
Si girava e rigirava e non aveva ancora trovato una scusa, una spiegazione, al fatto di avere trovato la porta socchiusa. Poteva esserci chiunque o, forse, poteva dare la colpa al vento. No no. La testa non la aiutava. E scavava nei ricordi per farsi tornare in mente se, davvero, avesse chiuso a chiave, prima di uscire.
O era successo l’altro ieri? Proprio non era sicura.
Era stata una bambina distratta.
Ora, nel 2026, una donna distratta.
Era una donna distratta.
Una donna troppo distratta.
Distratta da animali, da bastoni, da canzoni, da distanze, da emozioni, da funzioni, da guardoni, da hard disk, da idranti, da limoni, da maglioni, nozioni, opzioni, Qui Quo Qua, rabbini, sistemi, tenzoni, unioni, visioni, zirconi.
Da qualunque cosa.
Le opinioni sul suo conto galoppavano.
La città era piccola: più o meno diciannovemila abitanti.
Circondata da zone verdi, molto verdi, poco asfalto, marciapiedi, scuole, una stazione, autobus, cura delle aiuole, ordinata e pulita. Ogni legge rispettata. Tentativi di spostare l’attenzione alla cura degli umani, posti di ritrovo per chi volesse ritrovarsi. Una cittadina come tutte. Pronta a inginocchiarsi. Tutti disposti a farsi in quattro per il bene della comunità.
E la distrazione della donna o, come la definivano i suoi concittadini, il suo essere fuori di testa, andava peggiorando.
Come rimediare? Come difendersi?
Il gas era già stato chiuso dall’azienda di turno, su denuncia di chi abitava lì intorno.
I vicini di casa, occupanti gli appartamenti sopra e sotto il suo, avevano pensato alla loro sicurezza.
Isolamento.
Questa era la soluzione definitiva e, fugato ogni dubbio, i cittadini si adeguarono, rinchiudendola in uno spazio di indifferenza.
Così fecero o, meglio, fece la comunità.
Così da sola, lei, oltre a non dover trovare una spiegazione per la porta socchiusa, non pensò.
E tutti si uniformarono.