[MI 150] Il bottone
Posted: Sun May 09, 2021 9:43 pm
Traccia di mezzogiorno: Padrone del tempo
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ivalibri wrote: L'ultima cosa che doveva fare era farsi prendere da sciocchi sentimentalismi. L'empatia verso gli altri, e al limite anche verso se stesso, non avrebbe messo fine al suo essere un grigio e insignificante impiegato con la passione per la fisica nucleare. Meglio essere un mostro grandioso che un insulso ingranaggio del tempo lineare. Il piano era tutto e per attuarlo avrebbe sacrificato tutti, anche se stesso.Questa parte è spiegata. Zack!
ivalibri wrote: "Il tempo è relativo, il tempo non esiste" si ripeté la tanto amata lezione della fisica quantistica, "ma io possiedo la chiave che permetterà non solo di interrompere il flusso della vita, di pietrificare in morte il senso umano dello scorrere del tempo, ma anche di eliminare qualsiasi testimone. La fisica non esiste senza un osservatore che ne analizzi i fenomeni. Lo stesso concetto di tempo sparirà." A questo pensiero il suo giubilo divenne tangibile, una risata si levò dalla sua bocca,Mmm... anche questo lo zackerei, mi sembra implausibile come discorso fatto a se stesso, e in fin dei conti un po' inutilmente spiegoso pure questo
ivalibri wrote: Ci aveva impiegato anni ad attuare il suo piano: comprare in internet l'uranio impoverito, costruire l'ordigno, studiare le rotte che avrebbero colpito gli obiettivi russi in modo che questi avrebbero a loro volta attaccato gli americani, provocando l'annientamento globale.Zack! Queste parti spezzano il ritmo di un racconto che altrimenti sarebbe da tachicardia. Non ci interessa dove ha preso l'uranio impoverito, ci interessano le parti in cui ci fai vedere cosa sta succedendo, tipo questa
ivalibri wrote: Si sedette di fronte all'ordigno e stappò l'ultima birra. Aprì la sua valigetta, sopra ai quaderni con le istruzioni spiccava un fascicoletto di fogli rilegati. Sul primo foglio, sotto al suo nome, era scritto "IL BOTTONE" a caratteri cubitali.A parte questi zacckeggi, @ivalibri /Cettina mobili, il racconto è da applausi. Idea strafica. La descrizione del risveglio, dell'ultimo caffé, il colpo di scena che il tempo lo farà finire lui... bellissimo.
ivalibri wrote: Il signor Hannover si era svegliato presto quel giorno. Una notte di sogni agitati, il pigiama sudato appiccicato alla schiena e la gola secca lo costrinsero ad alzarsi prima del solito. Per prima cosa si lavò i denti e si tolse il sapore cattivo che il sonno gli aveva lasciato in bocca, poi si sciacquò la faccia. Doveva avere un aspetto dignitoso per affrontare la fine del mondo.L'ncipit tranquillo fa risaltare ancora di più la frase che lo conclude: bum!
ivalibri wrote: "Il tempo è relativo, il tempo non esiste" si ripeté la tanto amata lezione della fisica quantistica, "ma io possiedo la chiave che permetterà non solo di interrompere il flusso della vita, di pietrificare in morte il senso umano dello scorrere del tempo, ma anche di eliminare qualsiasi testimone. La fisica non esiste senza un osservatore che ne analizzi i fenomeni. Lo stesso concetto di tempo sparirà."Buona espressività scientifica: brava!
ivalibri wrote: comprare in internet l'uranio impoverito, costruire l'ordigno, studiare le rotte che avrebbero colpito gli obiettivi russi in modo che questi avrebbero a loro volta attaccato gli americani, provocando l'annientamento globaleBen studiate le mosse per la fine del mondo.
ivalibri wrote: Bevve la birra e si apprestò a schiacciare il bottone, pensando che, ironia della sorte, non c'era nessun bottone da schiacciare, quelle sono fantasticherie buone per il cinema. C'erano una serie di leve da sollevare, codici da digitare e altre azioni molto più prosaiche e per nulla poetiche da compiere, anche perché sganciare una bomba di solito è un lavoro di squadra, ma va beh, pensò il signor Hannover, anche la fine del mondo non è poi questa gran cosa, specie se ad accompagnarla è una birra calda.Buono anche l'epilogo.
ivalibri wrote: Sorseggiò comunque la bevanda con un insolito piacere, se non era l'ultimo ci si avvicinava molto e ne sentì il gusto già ammantato di nostalgia delle cose che si perderanno prestoquesta frase è bellissima (sono un'amante del caffè quindi il tuo brano l'ho proprio gustato^^)
ivalibri wrote: "scenderebbero in strada a darsi alla pazza gioia, a ubriacarsi, le donne si darebbero ai primi uomini a disposizione, oppure si metterebbero a correre in preda al panicoAltro bellissimo periodo che evidenzia gli stereotipi del protagonista, maschilista sgrunt
ivalibri wrote: Una vertigine lo colse. Si alzò in piedi, anche perché la prossima era la sua fermata, e barcollò. Gli altri passeggeri lo sorressero. Li ringraziò, fuggendone gli sguardi, per paura di provare un moto di compassione.Altro passaggio delizioso. Mai che all'umanità ne andasse una giusta.
ivalibri wrote: Meglio essere un mostro grandioso che un insulso ingranaggio del tempo lineare. Il piano era tutto e per attuarlo avrebbe sacrificato tutti, anche se stesso.Qui emerge il suo delirio e soprattutto quello che è nella normalità: un insulso ingranaggio del tempo lineare.
ivalibri wrote: Come ultimo caffè si accontentò di quello servito in treno dal bar ambulante. In cuor suo ammise di non sentirne la magnificenza poiché era davvero cattivo. Pazienza, cosa vuoi che sia di fronte al mistero del tempo che presto si sarebbe svelato. "Da un grande potere deriva una grande... condiscendenza.
ivalibri wrote: Bevve la birra e si apprestò a schiacciare il bottone, pensando che, ironia della sorte, non c'era nessun bottone da schiacciare, quelle sono fantasticherie buone per il cinema. C'erano una serie di leve da sollevare, codici da digitare e altre azioni molto più prosaiche e per nulla poetiche da compiere, anche perché sganciare una bomba di solito è un lavoro di squadra, ma va beh, pensò il signor Hannover, anche la fine del mondo non è poi questa gran cosa, specie se ad accompagnarla è una birra calda.Condiscendenza anche nel finale... di classe.
ivalibri wrote: Camminò, camminò tanto prima di arrivare allo stabilimento abbandonato. Ci aveva impiegato anni ad attuare il suo piano: comprare in internet l'uranio impoverito, costruire l'ordigno, studiare le rotte che avrebbero colpito gli obiettivi russi in modo che questi avrebbero a loro volta attaccato gli americani, provocando l'annientamento globale.Scritto benissimo, come tuo solito. Questa volta, però, mi ha lasciato interdetta la trama. So che è pura fantasia, ma l'idea di quest'uomo solo e incattivito che distrugge il mondo attraverso il tempo non mi convince molto, forse perché non ne ho compreso il motivo. Ho letto varie volte ma non sono riuscita a coglierlo. Forse per il godimento nell'osservare i volti dei morituri?
ivalibri wrote: scenderebbero in strada a darsi alla pazza gioia, a ubriacarsi, le donne si darebbero ai primi uomini a disposizione, oppure si metterebbero a correre in preda al panico.Qui mi è sembrato di cogliere un colto riferimento alla cronaca di Tucidide della peste d'Atene.
Ippolita wrote: So che è pura fantasia, ma l'idea di quest'uomo solo e incattivito che distrugge il mondo attraverso il tempo non mi convince molto, forse perché non ne ho compreso il motivo. Ho letto varie volte ma non sono riuscita a coglierlo. Forse per il godimento nell'osservare i volti dei morituri?No, per magalomania. Per la soddisfazione di essere lui, un omino insignificante, a mettere fine all'esistenza, a dare a tutti una stessa scadenza di tempo da vivere. Ti confesso che è un'idea che mi frulla in testa da tempo: e se ci fosse uno squinternato che per pura megalomania schiacciasse il bottone? So che è un'idea folle e inverosimile (e difficilmente realizzabile, per fortuna!).
Ippolita wrote: mi è sembrato di cogliere un colto riferimento alla cronaca di Tucidide della peste d'Atene.Magari fossi così colta. Purtroppo la mia conoscenza dei classici è piuttosto superficiale. Mi riprometto sempre di rimediare...