Page 1 of 1

[CDP 2026] Madre e figlia

Posted: Wed Apr 08, 2026 7:50 pm
by sefora2
12. Colpo di scena
Francesca non riusciva a capacitarsi del modo in cui Sergio l'aveva lasciata, dopo tutto ciò che aveva fatto per lui. Si era adeguata ai suoi spazi e tempi, aveva accettato di venire al secondo posto rispetto alla sua famiglia d'origine, aveva imparato a moderare la propria gelosia e a non essere invadente ed "eccessiva" nelle reazioni, come lui la definiva.
E cosa aveva fatto quell'ingrato? L'aveva mollata per la prima ragazzetta slavata ora che lei era una donna matura, non più nel fiore degli anni.
Il suo errore più grande era stato mettere Sergio al primo posto, al centro della propria vita e delle sue scelte, fino a perdere il rispetto per se stessa.
Poi, dopo una lunga analisi di un anno, finalmente un giorno, all'improvviso, si sentì pronta a rimettersi in gioco e si disse: "Il prossimo lo amerò solo come amo me stessa.[/b]

Dopo aver riflettuto per tre o quattro, decise di presentarsi a casa di sua madre. Immaginava un’accoglienza fredda, tipo finalmente hai trovato la strada, e – se avesse riferito i risultati dell’analisi psicologica - Non è quello che dicevo anch’io?
La madre si mostrò invece tranquilla, quasi si fossero viste la settimana precedente, cioè la frequenza di quando era sposata con Sergio. Andava con lui e più avanti senza, con Nicola, bambino e poi ragazzo, dopo che suo marito aveva reagito sgarbatamente ad alcune “uscite”(così le chiamava) della suocera.
Tuo padre buonanima riuscirebbe senz’altro a dissuaderti. È assurdo lasciare il laboratorio della facoltà per insegnare alle medie: fatica improba, nessuna carriera, stipendio meschino. Ti piace lavorare all’università, sei stimata, in non molti anni potrai aspirare alla direzione. Prendere una baby sitter per il pomeriggio non sarà certo un problema.

La risentita risposta di Sergio era stata, in sintesi, che i figli devono stare con la madre e a lei, Matilde, non competeva di impicciarsi della “sua” famiglia.
Dopo un paio di uscite altrettanto patriarcali, sua madre aveva dedicato le domeniche al volontariato e la incontrava in un giorno feriale, quando lui non c’era. Così andavano a pranzo dai suoi e Sergio, ben nutrito,  elogiava sua madre “gran cuoca” che se ne mostrava lieta. Anche lei, tutto sommato, fatica risparmiata. I suoceri, gente modesta, la accoglievano a braccia aperte: stravedevano per quel figlio così bello che, inoltre, aveva sposato una donna benestante e laureata.
Ai ragazzini turbolenti dopo un po’ aveva fatto l’abitudine, alcuni le erano persino diventati cari, ma la scuola media riusciva stancante più del laboratorio, per i motivi elencati appunto da sua madre.

«Stai bene, Francesca, ti trovo ringiovanita e ben messa, mi fa piacere!»
Il sorriso di sua madre era sincero, gli occhi lo confermavano.
«Sono dimagrita dieci chili, mamma, e ho dismesso il “rosso menopausa”: bruttissimo, avevi ragione. Tu sempre la stessa, in gran forma!»
«Insomma, per l’età che ho, non mi lamento.»
Sua madre non l’aveva mai fatto per principio, e finora -a parte un intervento al ginocchio- reggeva bene i suoi settantasei anni.
Si spostarono in cucina per un caffè e, sedute di fronte, accostarono infine l’argomento cruciale.
«Ti chiedo scusa, figlia mia, ho sbagliato nel mostrarmi contenta e dire “meno male” quando tuo marito ti ha lasciata. Eri ferita e sconvolta, avrei dovuto confortarti. So da tua sorella che hai preso un monolocale, vieni a stare qui, ne sarei lieta...» Francesca fece il gesto di “a dopo” con la mano.
«Era la verità, mamma, solo che allora non potevo capirlo. Ce l’avevo con te fin dall’inizio, perché Sergio non ti era mai piaciuto, mentre io lo amavo più di me stessa e volevo stare con lui. In questo anno di terapia ho ripercorso tutta la storia: sì, mi ero messa i paraocchi...»
«Be', era senz’altro un attraente giovanotto. Ci ho ripensato spesso, non so perché non mi sembrasse adatto, una sensazione a pelle. Pareva corteggiasse Lucrezia, ma poi cambiò idea...»
«Era lei la bella di casa, ha preso da te! E Sergio non sapeva del suo ragazzo nordico. Magari capì al volo che stravedevo per lui e lo avrei assecondato in tutto. Che stupida!»
«Hai tratti più decisi, ma piacevoli, gli occhi verdi di tuo padre, che mi fecero innamorare, e sei più alta: non lamentarti!» Francesca sorrise, alzandosi per confermare la statura.
«Quando decideste di sposarvi dopo nemmeno un anno, lui era già malato, anche se non lo sapevamo. Seguirono visite e cure, come ben sai, e avevo solo quelle per la testa. Poi fui troppo presa dal mio lutto per prestare attenzione alle vite di voi due.»
«Che avresti potuto fare? Ci provasti quando lasciai l’università per l’insegnamento e Sergio mostrò chiaro come intendeva la famiglia. Ma io, idiota, mi convinsi che aveva ragione e il mio dovere era prima di tutto stare con Nicola, visto che suo padre era sempre fuori.»
«Poi cambiaste anche casa; per venire in quella villetta in campagna, con il traffico della tangenziale, ci voleva un’ora. Ti eri spostata in una media di quelle parti, ti vedevo pochissimo, quasi meno di Lucrezia a Bolzano. Per fortuna Nicola, che al liceo si era ritrovato pendolare, rimaneva qui durante la settimana. Mi ha fatto tanta compagnia, quel ragazzo!»

Naturalmente era stato Sergio a prendere un cane, lodare l’aria buona e le verdure biologiche dell’orto che avrebbe impiantato. Nei fatti se n’era occupato il padre, così aveva i suoi spesso ospiti, e talvolta altra parentela o amici del marito amanti delle gite fuori porta. Cucinava Linda, la suocera, ma era comunque un bel trambusto, per lui gradevole.
A sera l’abbracciava: era un amante generoso e lei si sentiva ricompensata. Così il lunedì mattina, quando il marito partiva per i suoi giri di rappresentante farmaceutico, teneva a freno la gelosia che tanto lo infastidiva.

«Mamma, sospettavi che Sergio avesse altre donne? Era fuori quasi di continuo, le occasioni certo non mancavano.»
«Boh, non ci ho mai pensato, ma un cornetto in fondo... Era il modo in cui ti faceva vivere o meglio, sarò onesta, il fatto che tu lo accettassi come giusto, a mettermi in crisi. Tuo padre e io vi avevamo educate all’autonomia e al rispetto di voi stesse e tu, scusami, in pochi anni li avevi messi da parte.»
«Vero… Ma ero chiusa in una sorta di recinto; ora, da fuori, mi sembra di vedere un’altra persona.
All’inizio è stato un dramma: mollata alle prime avvisaglie di vecchiaia! Poi, man mano che ne uscivo, ho cominciato a provare quasi riconoscenza per quella ragazzetta slavata. Me lo ha tolto di torno proprio al momento giusto.
Avrei temuto appunto la crisi della mezz’età: lui attratto da donne più giovani, io alle prese con la menopausa e ancor più timorosa di perderlo. Meglio così, sono libera!»
«Bene, se ti senti così, potresti magari farti viva con gli ex suoceri. Credevo che avrebbero difeso comunque l’amatissimo figlio, invece è tutto il contrario. Ho incontrato Linda: sono dispiaciuti e indignati, evitano lui e la ragazzetta.»   

Francesca rispose che ci avrebbe pensato. Prepararono insieme un pasto veloce, da mangiare lì in cucina. Con le tazze del caffè e qualche dolcetto si accomodarono però in soggiorno.
«Ho ancora qualcosa da dirti, mamma, intima, e forse sul momento ti metterà nuovamente in crisi.
Per me è buona e giusta, ho fiducia che la vedrai così anche tu.
«Durante la terapia ho conosciuto una donna… Medico, più o meno della mia età, buona amica dello psicoterapeuta che mi seguiva. Stiamo insieme da un po’, andrò a vivere da lei. Ma la amo come me stessa, non di più. Non dire niente adesso, chiama quando te la senti.»

Prese la borsa e si affrettò a uscire.

Re: [CDP 2026] Madre e figlia

Posted: Thu Apr 09, 2026 11:47 am
by NanoVetricida
Ciao @sefora2
Mi è piaciuto molto il senso del racconto, ammesso che lo abbia ben interpretato
L'abbandono è il trampolino per la riscoperta di sé stessi 
Nel testo si respira la pesantezza della quotidianità, gli affanni della vita e delle relazioni, e dei paradigmi mentali da cui è sempre complicato uscire. Il tutto emerge dal dialogo con la madre della protagonista, in un dialogo che è il vero cuore del racconto che mi è piaciuto molto. Noto che di tanto in tanto si ripresenta la figura della donna di mondo, adulta e smaliziata, che dà consigli di vita ai più giovani. Un personaggio simpatico che mi piace. 
Complimenti, a rileggersi. 

Re: [CDP 2026] Madre e figlia

Posted: Thu Apr 09, 2026 3:10 pm
by Almissima
@sefora2 
Bel racconto, un filo buonista per me. 
Ho avuto delle difficoltà nella lettura dei dialoghi, perché non sempre riuscivo ad identificare al primo colpo chi fosse a parlare ed ho notato alcuni refusi come nella prima frase in cui ti deve essere saltata una parola come giorni, settimane, mesi o anni.
Mi è piaciuto, ma l'ho percepito come un esercizio, come se mancasse una scintilla in questo racconto che di per sé è una bella storia di liberazione e affermazione di sé stessi.
Grazie per la bella lettura

Re: [CDP 2026] Madre e figlia

Posted: Fri Apr 10, 2026 11:56 am
by sbatti
Ciao @sefora2, mi ha un po' confuso che tu abbia inserito il colpo di scena all'inizio e sia partita da quello. Non ho capito dove avrebbe dovuto stare perché la narrazione inizia da Francesca che si è già lasciata. 
Nel complesso il tema è molto condivisibile, penso tu abbia trasmesso bene le emozioni della protagonista e susciti empatia nel lettore che la legge annullarsi per suo marito. 
L'appunto che mi sento di farti, scusami se risulto antipatica, è che il solo dialogo appesantisce un po', soprattutto perché le due donne si stanno dicendo anche cose che già sanno. 
sefora2 wrote: Wed Apr 08, 2026 7:50 pmcome ben sai,
Eviterei frasi come questa, ad esempio, perché si rischia di  cadere nel classico "As you know, Bob" --- ovvero, l'autore deve dare informazioni al lettore e usa due personaggi che sanno benissimo di cosa stanno parlando e che nella vita reale non si scambierebbero queste battute perché sarebbe inutile. Forse avrei preferito che la protagonista ci raccontasse tramite vari episodi queste cose, ma è solo una preferenza personale. 
A rileggerci! :) 

Re: [CDP 2026] Madre e figlia

Posted: Fri Apr 10, 2026 7:01 pm
by sefora2
@NanoVetricida @Almissima@sbatti

Grazie a voi per la lettura e il commento!

Per la verità la "traccia" - non sia d'offesa all'autore!- mi ha alquanto spiazzata. Infatti avevo chiesto lumi tardivi,  definendola sinossi, visto che la storia c'era già tutta.  Probabilmente proponeva  la narrazione del  futuro magari radioso della protagonista   liberata, ma  - già volontaria di Telefono rosa- ho imboccato d'istinto la stada più verosimile.
Uscite dal cerchio,  le donne vogliono in primis riprendere  il rapporto con la famiglia e ripercorrere  a occhi aperti 
la loro vicenda. Il lettore la conosce già , per cui la narrazione rischia il dejavu...

Nelle mie intenzioni il colpo di scena è quello finale, l'amore per una donna, che (chissà) pone alla madre (dopo il genero malriuscito) un nuovo problema. 

Non era un refuso, ma forse confonde.
finalmente un giorno, all'improvviso, si sentì pronta ...[/b]Dopo aver riflettuto per tre o quattro, decise di presentarsi

Re: [CDP 2026] Madre e figlia

Posted: Sat Apr 11, 2026 5:34 pm
by sefora2

Re: [CDP 2026] Madre e figlia

Posted: Sun Apr 12, 2026 12:05 am
by ElmoInverso
Ciao @sefora2,

nel leggere il tuo racconto ho riflettuto su due momenti: nel primo mi sono soffermata sul modo di parlare della madre con la figlia. In generale è ben caratterizzato, ha settantasei anni quindi un po' di affettazione va bene, ma c'è un punto in cui mi sembra che non parli con una figlia:
«Ti chiedo scusa, figlia mia, ho sbagliato nel mostrarmi contenta e dire “meno male” quando tuo marito ti ha lasciata. Eri ferita e sconvolta, avrei dovuto confortarti. So da tua sorella che hai preso un monolocale, vieni a stare qui, ne sarei lieta...» wrote:
Mi è suonato falso, forse è per via di quel "ne sarei lieta" alla fine. Me la immagino su un palco che pronuncia la battuta e poi guarda verso il pubblico. Non mi è sembrato un discorso naturale. Forse non mi avrebbe fatto questa impressione se fosse stato spezzato in due dalla reazione della figlia alla prima parte e fosse seguita la seconda con l'invito.

La seconda riflessione riguarda il colpo di scena finale. Senza nessuna avvisaglia lungo il brano, nessun segnale. Mi ha ricordato quando dicono di non finire un racconto rivelando alla fine che era tutto un sogno, come colpo di scena. È un finale un po'affrettato, potevi seminare qualcosa di sfumato e farci vivere un'epifania. No epifania no party. :D

Per il resto è stata una lettura gradevole, come hai scritto tu nei commenti è una rilettura in famiglia degli eventi trascorsi.

Ho apprezzato questo punto:
«Hai tratti più decisi, ma piacevoli, gli occhi verdi di tuo padre, che mi fecero innamorare, e sei più alta: non lamentarti!» Francesca sorrise, alzandosi per confermare la statura. wrote:
Il gesto infantile di alzarsi per sottolineare l'altezza mostra come la protagonista di fronte alla madre torni a essere una bambina.

Ci leggiamo in giro. Alla prossima.