[CN25] Natale in Borgata Tre case
Posted: Mon Dec 29, 2025 1:51 pm
Traccia di Marcello:
Colpo di scena
4. D'improvviso si bloccò con la sensazione di avere trascurato un fatto importante. Non avrebbe saputo spiegare perché le accadeva in quel preciso momento, eppure sentiva di essere nel giusto. Di cosa si trattava?
[CN25] Natale in Borgata Tre case
Donata aveva già affiancato il principale negli anni precedenti ed era stata riconfermata per la sua affidabilità ed efficienza... con la sufficienza.
Colpo di scena
4. D'improvviso si bloccò con la sensazione di avere trascurato un fatto importante. Non avrebbe saputo spiegare perché le accadeva in quel preciso momento, eppure sentiva di essere nel giusto. Di cosa si trattava?
[CN25] Natale in Borgata Tre case
Donata aveva già affiancato il principale negli anni precedenti ed era stata riconfermata per la sua affidabilità ed efficienza... con la sufficienza.
Le piaceva il suo lavoro; si incantava di fronte ai paesaggi che attraversava per le consegne, tanto che era successo che dovesse tornare sui suoi passi per una distrazione: aveva saltato una consegna.
La sua fascia di clientela si trovava in pianure boschive, distese innevate a bassa densità abitativa; pochi casolari in pochi chilometri quadrati, ma almeno un bambino per famiglia.
Due slitte cariche, quattro renne e lei, il corriere Donata, col suo costume rosso nell'immensità bianca.
Era partita all'imbrunire e ora si era quasi all'alba, con gli ultimi regali da consegnare.
In quel momento, si sentiva leggera, come se volasse sul sentiero appena accennato, in un modo che di rado aveva sperimentato...
D'improvviso si bloccò con la sensazione di avere trascurato un fatto importante. Non avrebbe saputo spiegare perché le accadeva in quel preciso momento, eppure sentiva di essere nel giusto. Di cosa si trattava?
Un presentimento la fece voltare. Accidenti! Le slitte avevano perso il carico...
Donata ragionò: i pacchi sono di certo nella zona di consegna, e qualcuno li troverà e li consegnerà al destinatario: è tutta brava gente qui. Solitaria ma corretta, la gente della Borgata Tre case: così chiamava la zona tra sé e sé.
Lei doveva andare all'ultimo posto di carico merce e non aveva tempo di mettersi a cercare i regali smarriti.
Pazienza se fosse stata segnalata tra i reclami a Babbo Natale: le era sembrato di avere legato e sistemato sulla slitta in modo corretto il carico rimasto a bordo dopo l'ultima consegna.
La sua fascia di clientela si trovava in pianure boschive, distese innevate a bassa densità abitativa; pochi casolari in pochi chilometri quadrati, ma almeno un bambino per famiglia.
Due slitte cariche, quattro renne e lei, il corriere Donata, col suo costume rosso nell'immensità bianca.
Era partita all'imbrunire e ora si era quasi all'alba, con gli ultimi regali da consegnare.
In quel momento, si sentiva leggera, come se volasse sul sentiero appena accennato, in un modo che di rado aveva sperimentato...
D'improvviso si bloccò con la sensazione di avere trascurato un fatto importante. Non avrebbe saputo spiegare perché le accadeva in quel preciso momento, eppure sentiva di essere nel giusto. Di cosa si trattava?
Un presentimento la fece voltare. Accidenti! Le slitte avevano perso il carico...
Donata ragionò: i pacchi sono di certo nella zona di consegna, e qualcuno li troverà e li consegnerà al destinatario: è tutta brava gente qui. Solitaria ma corretta, la gente della Borgata Tre case: così chiamava la zona tra sé e sé.
Lei doveva andare all'ultimo posto di carico merce e non aveva tempo di mettersi a cercare i regali smarriti.
Pazienza se fosse stata segnalata tra i reclami a Babbo Natale: le era sembrato di avere legato e sistemato sulla slitta in modo corretto il carico rimasto a bordo dopo l'ultima consegna.
Ma doveva ripartire subito.
Una carezza per quattro alle sue renne e via.
...
Di ritorno dalla chiesetta a fondovalle, raggiunta con le racchette da neve per la Messa di Natale, ci sono diversi ritrovamenti nel gruppo di casolari.
Per Lorenzo Abba leggono alla cascina Furia alla mattina di Natale, in un pacco abbandonato davanti a casa loro.
Per Andrea Furia leggono altri nel cortile della cascina Beccaria mentre davanti al porcile, alla cascina Abba, trovano un pacco indirizzato a Aldo Beccaria.
Che fare? D'intesa coi rispettivi genitori, che conoscono i vicini anche se si frequentano di rado, il piccolo Abba si copre bene e si avvia per il chilometro che lo separa da casa Beccaria, mentre il bambino dei Furia si avvia, visto che non nevica e la giornata è tersa e la mamma è tranquilla, verso la casa degli Abba.
Aldo Beccaria, senza incrociare nessuno, anche per i bivi nel percorso, è il primo a arrivare a destinazione: mamma Furia è sorpresa ma lo invita ad aspettare da loro. Al nonno piace raccontare storie e Aldo lo ascolta volentieri. In casa c'è profumo di polenta e il giusto tepore dal grande camino al centro della stanza.
Intanto, Lorenzo Abba si dirige dai Beccaria mentre Andrea Furia lo sta cercando. Comunque, i due si vedono a distanza e si fanno segnali.
- Forse tu hai un pacco mio?
- No, è di Beccaria. E il tuo è il mio?
- Sì, eccolo.
- Grazie!
Una carezza per quattro alle sue renne e via.
...
Di ritorno dalla chiesetta a fondovalle, raggiunta con le racchette da neve per la Messa di Natale, ci sono diversi ritrovamenti nel gruppo di casolari.
Per Lorenzo Abba leggono alla cascina Furia alla mattina di Natale, in un pacco abbandonato davanti a casa loro.
Per Andrea Furia leggono altri nel cortile della cascina Beccaria mentre davanti al porcile, alla cascina Abba, trovano un pacco indirizzato a Aldo Beccaria.
Che fare? D'intesa coi rispettivi genitori, che conoscono i vicini anche se si frequentano di rado, il piccolo Abba si copre bene e si avvia per il chilometro che lo separa da casa Beccaria, mentre il bambino dei Furia si avvia, visto che non nevica e la giornata è tersa e la mamma è tranquilla, verso la casa degli Abba.
Aldo Beccaria, senza incrociare nessuno, anche per i bivi nel percorso, è il primo a arrivare a destinazione: mamma Furia è sorpresa ma lo invita ad aspettare da loro. Al nonno piace raccontare storie e Aldo lo ascolta volentieri. In casa c'è profumo di polenta e il giusto tepore dal grande camino al centro della stanza.
Intanto, Lorenzo Abba si dirige dai Beccaria mentre Andrea Furia lo sta cercando. Comunque, i due si vedono a distanza e si fanno segnali.
- Forse tu hai un pacco mio?
- No, è di Beccaria. E il tuo è il mio?
- Sì, eccolo.
- Grazie!
- Mi accompagni da Beccaria che forse ha il mio?
- Va bene. Strano che Babbo Natale abbia fatto questi pasticci quest'anno.
- Magari è uno degli aiutanti che ha sbagliato, non lui...
...
In casa Beccaria c'è sorpresa all'arrivo dei due bambini, ma è facile per tutti tirare le somme: il loro ragazzo è in casa Furia.
Come organizzarsi? Il padre, che ha appena finito i suoi lavori coi maiali e con la sistemazione della legna, si cambia e decide di andare lui a cercarlo
e a passare anche dagli Abba ad avvisare i genitori, impensieriti per il ritardo del figlio.
Le due cascine sono agli opposti. Papà Beccaria decide di passare prima dai Furia, dove trova il figlio che gli chiede se può fermarsi ad aspettare Andrea.
I Furia, dopo averne parlato tra loro, hanno già pronto un invito a riunire le tre famiglie: papà Furia si unisce a papà Beccaria per andare alla cascina Abba a portare l'invito, e poi passare a prendere mamma Beccaria: i due bambini di certo saranno in una delle due case.
Gira la testa un po' a tutti per la confusione, ma i cuori di tutti sono allegri in vista della condivisione e dello stare insieme.
Ci sono incontri schivati per un soffio, macchie di bosco come bivi da aggirare, orme seguite per sbaglio, recuperi e ricongiunzioni, tra risa e respiri di sollievo. Mamme che si chiedono: cosa posso portare? Panieri con cibo da preparare o pronto da condividere. Braci che vanno a spegnersi e ciocchi che andranno a scaldare e illuminare una festa di tanti sorrisi.
Nel giorno di Natale, dopo un pasto sobrio ma appagante, i tre ragazzi delle cascine aprono insieme i tre doni dispersi.
Trovano tutti lo stesso contenuto: tanti mattoncini per costruzioni libere.
Evviva è il grido comune. Accucciati sul tappeto a scacchi, disposti a triangolo, dopo un breve consulto, si decidono a costruire, invece del proprio mondo, ognuno la cascina dell'altro, a memoria. Prima, però, si organizzano con un disegno a carboncino. Se Lorenzo sbaglia il tetto della casa di Aldo, questi lo corregge e viceversa, e con Andrea è lo stesso.
Che bello questo gioco di costruire i mondi degli altri vicino ai nostri! è il pensiero di ognuno di loro.
Nonno Furia si prende facilmente la funzione di supervisore perché ha negli occhi da più tempo il profilo delle tre cascine.
Il fuoco scoppietta allegro e scalda di più mentre i grandi giocano a carte e si alternano i "C'era una volta..." dalle voci di un nonno e di una nonna.
Altro che reclamo! A Babbo Natale arrivano ringraziamenti speciali dalla borgata delle Tre case.
- Va bene. Strano che Babbo Natale abbia fatto questi pasticci quest'anno.
- Magari è uno degli aiutanti che ha sbagliato, non lui...
...
In casa Beccaria c'è sorpresa all'arrivo dei due bambini, ma è facile per tutti tirare le somme: il loro ragazzo è in casa Furia.
Come organizzarsi? Il padre, che ha appena finito i suoi lavori coi maiali e con la sistemazione della legna, si cambia e decide di andare lui a cercarlo
e a passare anche dagli Abba ad avvisare i genitori, impensieriti per il ritardo del figlio.
Le due cascine sono agli opposti. Papà Beccaria decide di passare prima dai Furia, dove trova il figlio che gli chiede se può fermarsi ad aspettare Andrea.
I Furia, dopo averne parlato tra loro, hanno già pronto un invito a riunire le tre famiglie: papà Furia si unisce a papà Beccaria per andare alla cascina Abba a portare l'invito, e poi passare a prendere mamma Beccaria: i due bambini di certo saranno in una delle due case.
Gira la testa un po' a tutti per la confusione, ma i cuori di tutti sono allegri in vista della condivisione e dello stare insieme.
Ci sono incontri schivati per un soffio, macchie di bosco come bivi da aggirare, orme seguite per sbaglio, recuperi e ricongiunzioni, tra risa e respiri di sollievo. Mamme che si chiedono: cosa posso portare? Panieri con cibo da preparare o pronto da condividere. Braci che vanno a spegnersi e ciocchi che andranno a scaldare e illuminare una festa di tanti sorrisi.
Nel giorno di Natale, dopo un pasto sobrio ma appagante, i tre ragazzi delle cascine aprono insieme i tre doni dispersi.
Trovano tutti lo stesso contenuto: tanti mattoncini per costruzioni libere.
Evviva è il grido comune. Accucciati sul tappeto a scacchi, disposti a triangolo, dopo un breve consulto, si decidono a costruire, invece del proprio mondo, ognuno la cascina dell'altro, a memoria. Prima, però, si organizzano con un disegno a carboncino. Se Lorenzo sbaglia il tetto della casa di Aldo, questi lo corregge e viceversa, e con Andrea è lo stesso.
Che bello questo gioco di costruire i mondi degli altri vicino ai nostri! è il pensiero di ognuno di loro.
Nonno Furia si prende facilmente la funzione di supervisore perché ha negli occhi da più tempo il profilo delle tre cascine.
Il fuoco scoppietta allegro e scalda di più mentre i grandi giocano a carte e si alternano i "C'era una volta..." dalle voci di un nonno e di una nonna.
Altro che reclamo! A Babbo Natale arrivano ringraziamenti speciali dalla borgata delle Tre case.