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[CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Fri Dec 26, 2025 11:40 pm
by Ro...se
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Finale n. 23 
Attese ancora un po’, finché la luce del sole non scomparve del tutto, cedendo il posto alle prime luci della sera.
Poi attraversò di nuovo e rientrò. Era ora di cominciare a prepararsi per il gran finale.
.
Era l’alba del 25 dicembre. L’inizio di un giorno speciale: Natale.
     La luce gelida del mattino filtrava attraverso le tende nel monolocale. Daniele era sveglio, guardava l’orologio.
     «Ah! Quante ore mancano alla fine di questo giorno.» Disse, sprofondando nella poltrona.
     Era solo, da sempre, e lo sarebbe stato anche quel giorno.  Dieci anni di solitudine, da quando erano morti i genitori: operai metalmeccanici. Anche lui aveva seguito le loro orme…  di grasso e fetore ferroso.
     Il Natale non cambiava nulla. Un giorno di riposo che avrebbe voluto far sparire. Avrebbe preferito fare straordinari, se lo chiedevano. Non per l’azienda, ma per sé. Per tenere occupato il suo corpo, per non pensare alle bottiglie di vino e al torpore - un veleno dolce, che lo faceva scivolare nel mondo dei sogni.
     Amici non ne aveva. Scomparsi negli anni. Qualcuno morto, altri sposati o traferiti.
     Aveva provato a cercare compagnia femminile. Ma quelle che avevano accettato concedevano compagnia a pagamento e non cancellavano la sua immagine nello specchio.
     «Sei brutto, anche senza guardare il resto» diceva, al piccolo specchio del bagno. E ripercorse l’elenco.
     Gli occhi asimmetrici. Il naso adunco, il collo tozzo che scoordinava il resto del corpo.  
     Chinò la testa e tirando su lo sguardo contemplò la pelle rosa, al centro del cranio, che si allargava ogni anno. Aprì la bocca e i denti non allineati, tra il bianco e il grigio, gli consigliarono di evitare di sorridere.
     Lo sguardo scese più giù, sulla ciccia molle della pancia; le braccia allungate sui fianchi confermavano che non aveva spalle larghe, ma il bacino largo sì.
     «Ciò che vedo è più che sufficiente a sentenziare: ‘sei decisamente brutto’ e ogni Natale che passa peggiori.» Confermò alla sua faccia riflessa.
     Uscì dal bagno, si sedette sulla poltrona e iniziò con la prima bottiglia.
    
Lo svegliò il suono del campanello. Barcollando andò ad aprire la porta.
     L'oscurità del pianerottolo lo investì come un vento glaciale. La luce della sua stanza illuminò appena una figura.  Una voce lamentosa usci da quell’ombra:
     «Ho freddo, posso entrare?»
     Si scostò di lato per farla entrare.
     Una donna tremante, bagnata fradicia, oltrepassò la soglia.
     Chiuse la porta, andò a prendere una coperta e la mise sulle sue spalle.
     «Se vuole cerco una tuta, dovrebbe andarle. L’ho tenuta per ricordo; era di mia madre. Può cambiarsi in bagno. I suoi abiti sono troppo bagnati.»
     «Sì grazie. Accetto volentieri.»
 
La tuta le stava bene, ma lei non somigliava a sua madre. Era bionda, molto bella. I grandi occhi neri erano pieni di luce e guardavano Daniele come se volessero ringraziarlo.
     La fece accomodare sulla poltrona.
 
Si sentiva ancora assonnato e pensò di preparare il caffè. Tanto per rompere il silenzio chiese:
     «Ne vuoi una tazza?»
     «Volentieri» rispose.
     «Con zucchero o senza.»
     «Tanto zucchero.»
     «Vorresti anche una fetta di panettone? La mia azienda lo ha regalato a tutti i dipendenti. Non l’ho ancora
aperto.»
     «Oh sì! Ho tanta fame.»
Era passato al tu senza chiedere. Lei non ci fece caso.  
 
Apparecchiò sul piccolo tavolino. Lui avvicinò una sedia, lei la poltroncina. Mangiarono, sorseggiarono il caffè.
     L’atmosfera cambiò. Nella stanza c’era più caldo, più senso umano. Il Natale era finalmente entrato.  Daniele si decise a chiedere:
     «Chi sei? Perché eri tutta bagnata? Perché hai suonato alla mia porta?»
      La donna finì di ingoiare il boccone e iniziò:
     «Mi chiamo Mara. Abitavo qui. Non potevo pagare l’affitto e sono stata sfrattata. Ho girovagato in case di amici e parenti, ma oggi è Natale, hanno ospiti o sono ospiti e mi hanno invitata ad andare… fuori, come un pacco respinto. Nessuno si è preoccupato se c’era neve, gelo, vento. Natale è un evento da freddo assicurato.  Pioveva a dirotto. Non sapevo dove rifugiarmi Avevo conservato la chiave del portone di questo condominio e ho pensato di ripararmi qui. Nelle scale continuavo ad avere freddo e mi sono ricordato di te. Ti vedevo sempre da solo, ho sperato lo fossi anche oggi. Scusa per questa speranza.»
 
Daniele l’ascoltò in silenzio. Nonostante il caffè era ancora confuso, fece solo cenni con la testa, per comunicarle che aveva capito.  E lei chiese:
     «Tu perché sei sempre solo?»
 
Come spiegare a una donna così bella il peso della propria solitudine - non scelto - che si porta addosso come un fardello invisibile.
     Solo anche a Natale. Persino i barboni non lo sono, e ricevono il pranzo in grandi capannoni caldi.
     Un uomo ricco non può sapere come vive un povero, e una persona bella non può comprendere come si sente in mezzo agli altri, chi sa di essere brutto.
     Non volle esporle questi pensieri. Rispose con un’altra domanda.
     «Abitavi qui? Non ti ho mai incontrata. Quale piano?»
     «L’ultimo. Non ci incontravamo mai. I miei orari erano diversi dai tuoi.»
     «Ultimo piano? Sapevo che era vuoto. Inquilina morta. Ho visto il manifesto funebre sul portone e tanti fiori.»
     «Sì vuoto, mi ero infilata senza pagare l’affitto. Il termine giusto è: occupare in modo abusivo. Sono una irregolare. Lo sto facendo anche con te. Puoi mandarmi via se vuoi. Tanti fiori… eh! Lo ricordo. Era conosciuta da molti.»
     «Non ho nessuna intenzione di mandarti via. Puoi stare quanto vuoi.»
     «Rimarrò fino a quanto lo vorrai tu.»
     «Davvero? Proprio con me? Cioè lo capisco. Sono brutto ma non scemo. Lo fai per avere un tetto sulla testa. Con questo freddo accetteresti qualunque soluzione.»
     «Rimango perché tu mi hai aperto la porta e mi hai fatta entrare.»
     «Per oggi, fino a stasera forse, e domani? Immagino come andrà a finire. Ne ho già avute di storie simili. Non con una bella donna come te, ovviamente.»
     «Ti consideri brutto e pensi che la solitudine ti spetta?»
     E toccò a lui rispondere con tono lamentoso: «Sì!»
 
Le sue mani si intrecciarono con agitazione, sfregandosi nervosamente.
     Mara le prese fra le sue e le strinse. Daniele si rilassò.
     «Tu sei buono e la bontà è la bellezza più grande.» Avvicinò il viso al suo e lo baciò.
     Si baciarono e si amarono.    Non sperava più di poter essere amato, e da una donna come lei, poi.
     E quando fu sazio… si svegliò.
     Sgranò gli occhi e girò lo sguardo inquieto per tutta la stanza. Mara non c’era. Vide due tazze di caffè sul tavolino. Su una c’era il segno del rossetto.
 
Si lasciò ricadere sulla poltrona e sentì il profumo di lei. Non ebbe più dubbi. Quella donna era stata lì. Pensò che se ne fosse andata mentre era addormentato. La tristezza lo sommerse, era abituato a sentirsela addosso.   
     Fece le solite cose: preparò cena, mangiucchiò, bevve un’altra bottiglia e tornò a dormire.
     Ecco nuovamente il suono di campanello: si sveglia di colpo, apre la porta e lei entra, - asciutta; addosso la tuta della madre. Bevono il caffè si baciano si amano e…  poi lui riapre gli occhi e lei non c’è più.
     Per la seconda volta – stesso scenario. Comprese che lei arrivava in sogno. Un sogno magico. Il suo sogno vero.
     I giorni che seguirono si ripeterono uguali.  Iniziava a bere, ogni giorno di meno, l’effetto non cambiava. Attraversava il suo mondo reale da solo, poi rientrava con Mara. Cambiava le tazze per verificare che non fossero le stesse. E lei veniva; il rossetto su una tazza diversa.
     Arrivò il giorno di fine anno, decise che doveva essere l’ultimo, per davvero. Sarebbe andato lui da lei.
     Uscì sul balcone. Di lì a poco ci sarebbero stati fuochi d’artificio e musica. Forse non li avrebbe sentiti. Sarebbe stato felice con Mara, per sempre. Voleva solo questo. Rientrò in casa.
     Attese ancora un po’, finché la luce del sole non scomparve del tutto, cedendo il posto alle prime luci della sera.
     Poi attraversò di nuovo e rientrò. Era ora di cominciare a prepararsi per il gran finale.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Sun Dec 28, 2025 6:00 pm
by Poeta Zaza
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pm«Ah! Quante ore mancano alla fine di questo giorno.» Disse disse, sprofondando nella poltrona.
Qualunque punteggiatura compaia sul finale del discorso diretto, il discorso indiretto che lo segue collegandovisi comincia con la minuscola.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmda quando erano morti i genitori: operai metalmeccanici. Anche lui aveva seguito le loro orme…  di grasso e fetore ferroso.
Una immagine ben riuscita questa delle orme: brava!
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmAmici non ne aveva. Scomparsi negli anni. Qualcuno morto, altri sposati o traferiti.
Questo uso-abuso di frasi brevi, secche, trovo che non disturbi la lettura e lo trovo funzionale al tipo di racconto che sto leggendo.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmAveva provato a cercare compagnia femminile. Ma quelle che avevano accettato concedevano compagnia a pagamento e non cancellavano la sua immagine nello specchio.
Forse, per quel che leggo dopo, avresti potuto scrivere:
- ... e non cambiavano la sua immagine nello specchio.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pm  «Ciò che vedo è più che sufficiente a sentenziare: ‘sei decisamente brutto’ e ogni Natale che passa peggiori.» Confermò confermò alla sua faccia riflessa.   
come all'inizio
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmI grandi occhi neri erano pieni di luce e guardavano Daniele come se volessero ringraziarlo.
Bello.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmTi vedevo sempre da solo, ho sperato lo fossi anche oggi. Scusa per questa speranza.»
Bello anche questo: sei riuscita a inserire con naturalezza la nuova venuta nell'ambiente dell'infelice protagonista.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmuna persona bella non può comprendere come si sente virgola in mezzo agli altri, chi sa di essere brutto.     
per aprire l'inciso ti manca la prima virgola.

Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmNon sperava più di poter essere amato, e da una donna come lei quella, poi.
     E quando fu sazio… si svegliò.
suggerimento
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmArrivò il giorno di fine anno, decise che doveva essere l’ultimo, per davvero. Sarebbe andato lui da lei.
     Uscì sul balcone. Di lì a poco ci sarebbero stati fuochi d’artificio e musica. Forse non li avrebbe sentiti. Sarebbe stato felice con Mara, per sempre. Voleva solo questo. Rientrò in casa.
Un epilogo triste ma comprensibile nelle pieghe della trama che hai imbastito,  @Ro...se

e che si aggancia in modo efficace alla traccia finale:
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmRientrò in casa.
     Attese ancora un po’, finché la luce del sole non scomparve del tutto, cedendo il posto alle prime luci della sera.
     Poi attraversò di nuovo e rientrò. Era ora di cominciare a prepararsi per il gran finale.
Un buon esordio nel mondo dei Contest di CdM, @Ro...se  :flower:

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Sun Dec 28, 2025 9:45 pm
by Ro...se
Grazie  @Poeta Zaza 
Grazie e grazie. . Ottimi  suggerimenti. Condivido e  Buon Anno

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Sun Dec 28, 2025 9:48 pm
by Ro...se
Finale n. 23
      
Attese ancora un po’, finché la luce del sole non scomparve del tutto, cedendo il posto alle prime luci della sera.
[font="Times New Roman", serif]     Poi attraversò di nuovo e rientrò. Era ora di cominciare a prepararsi per il gran finale.[/font]

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Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Mon Dec 29, 2025 3:07 pm
by Adel J. Pellitteri
[font="Open Sans", "Segoe UI", Tahoma, sans-serif]una coperta e la mise sulle sue spalle.[/font]
... e gliela mise sulle spalle. 
So no sembra che l'abbia messa lui sulle proprie spalle

Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmLa tuta le stava bene, ma lei non somigliava a sua madre. Era bionda, molto bella. I grandi occhi neri erano pieni di luce e guardavano Daniele come se volessero ringraziarlo.
perché come se volessero?   È più logico gli occhi lo ringraziavano (lo ringraziava con gli occhi)


Fatti questi due miseri appunti, ti dico che il tuo racconto mi è piaciuto molto. Ha un buon equilibrio tra interno ed esterno. La figura di Mara è ambigua, potrebbe essere reale, poi un sogno, poi ancora un'allucinazione. Di fatto funziona benissimo.  La traccia è perfettamente inglobata, il finale coerente. Un dramma dal sapore dolce. Si potrebbe dire che lui muoia contento, non disperato. Mara, in un certo senso lo salva.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmAnche lui aveva seguito le loro orme…  di grasso e fetore ferroso.
Bella definizione


Ci sono diversi paragrafi ben riusciti, ma fatico a quotarli. 
Per l'intensità del tuo racconto trovo il titolo poco adatto. Infatti, mi aspettavo di leggere qualcosa di divertente, invece è una storia dolorosa, che pure nel suo epilogo ha qualcosa di gratificante. 
Molto scorrevole. 
Ad eccezione delle due pulci che ti ho fatto all'inizio, l'ho trovato un buon testo. 
Il Natale fa da amplificatore alla solitudine del tuo personaggio intrappolato in un corpo che non gli fa vivere la vita appieno. 


Bravo/a 

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Tue Dec 30, 2025 7:33 pm
by bestseller2020
Ciao @Ro...se  :sss:

Hai impostato bene il racconto e il finale è perfetto. Traspare l'inquietudine di una vita al bivio tra sogno e il surreale. Il percorso narrativo è semplice e chiaro.  (y)
Non ho capito bene la questione casa.. quella che affronti facendo parlare Mara di "abusivismo". Se la storia la dovevi veicolare, alla fine, sottraendolo al racconto melo-drammatico, per indirizzarlo verso altra strada, questo discorso svia il lettore, e alla fine, quando lei appare un sogno, così ci fai intendere, e ci si addentra sul surreale, il problema abitativo appare fuori luogo. Non capisco anche perché lei, già abusiva del piano sopra, quello disabitato, abbia bisogno di andare da lui, dato che si ritroverebbe sfrattata.. E dato che è una figura inverosimile, dato che è frutto di un sogno, la casa a cosa le servirebbe? Devi rivedere questo passo.

Piccolississimo consiglio, se lo gradisci, diversamente gettalo nella spazzatura. Allarga la mente al racconto col tema sociale, se ti piace, ma evitando storie dove i personaggi sono a rischio di apparire patetici... Capisco che il tuo personaggio è sofferente, ma quando lo diventa esageratamente, può apparire questo. Elabora i tuoi personaggi, anche in chiave onirica, ma evitando il classico piagnisteo. Spero di esserti stato utile. Ciao  :)

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Tue Dec 30, 2025 10:24 pm
by Ro...se
Ciao @bestseller2020
Grazie dei tuoi consigli. Mi pare di capire che lo hai trovato un racconto strappa lacrime.  Rifletterò.
Hai posto delle domande e rispondo:
    Casa è  un luogo terreno da dove la donna dice di provenire. Ma non ha più una sua casa, perché è un fantasma e non può dirlo a Daniele, si spaventerebbe; racconta una storia che lui può credere vera.
    Abusiva,  non un’intenzione a entrare nel tema abitativo  dell’abusivismo, ma  perché non  è stata  chiamata né cercata, si è presentata di sua iniziativa in casa di Daniele e lui l’ha fatta entrare… è bontà. 
    Entrare in una casa per Mara è entrare in un’anima. Da altri individui è stata mandata via, sfrattata, anche se è Natale… è egoismo. 
    Mara è la donna morta dell’ultimo piano, inquilina regolare, che sapeva della sua solitudine.
    Daniele non piange non si dispera, guarda lo specchio e vede perché è solo.
    Poteva scegliere di continuare a sognare, ma era la fine dell’anno e ha preferito una bella fine gioiosa e senza lacrime. 
    Non volevo dispensare classici piagnistei, è che credo poco alla bontà del Natale soprattutto verso le persone fragili, e questi a Natale sono più tristi.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Fri Jan 02, 2026 5:05 pm
by NanoVetricida
Ciao @Ro...se
ho letto il tuo racconto tutto d'un fiato. Mi è piaciuta la scorrevolezza, il ritmo e la sicurezza con cui arrivi spedito/a al finale
Se posso permettermi, l'unica stonatura l'ho trovata nell'ultima parte, quando Mara torna la seconda volta, forse hai corso un po' troppo. 
Ma ovviamente è solo una mia impressione, prendila con le pinze. 
Si respira tanto clima natalizio ed è ottimo, in perfetta linea con il contest
Compliementi, a rileggerci!  

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Fri Jan 02, 2026 5:25 pm
by Ro...se
Grazie @NanoVetricida 
Di aver letto il mio racconto. Avevo una tremarella quando l'ho pubblicato, che non puoi immaginare. Sono appena entrata , come ho già scritto, ho saputo di voi  su facebook il 21 dicembre. Ho pensato, e perché no. Il 23 mi sono iscritta e ho scelto il pacco numero 23. 
Sicuramente nella seconda entrata di Mara sarò andata di fretta, sai com'è, verso la fine, contando i caratteri... spazi inclusi,  si stringe la cinghia. Penso.
Un abbraccio a tutti e Buon Anno.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Fri Jan 02, 2026 7:56 pm
by Albascura
Ciao, @Ro...se, che bello che tu abbai partecipato!

Il tuo racconto ha una buona idea di  base, ma ha delle criticità. Devi chiederti cosa vuoi che il lettore provi alla fine. Tristezza? Sollievo? Inquietudine? Adesso non è molto chiaro, e questo indebolisce tutto il racconto. Se Daniele trova pace nella morte/nel sogno eterno, devi farcelo sentire. Se invece è una tragedia, serve più disperazione.

Il racconto ha delle buone intuizioni ma è ancora grezzo. L'idea di base è valida: un uomo solo che trova consolazione in un sogno ricorrente con una donna misteriosa ha potenziale emotivo. Il twist del sogno che si ripete funziona.
Alcuni dettagli sensoriali sono efficaci: il segno del rossetto sulle tazze diverse è un buon tocco, crea suspense e ambiguità.

I primi paragrafi sono troppo raccontati. "Era solo, da sempre" - "Amici non ne aveva" - "Scomparsi negli anni". Sono elenchi che rallentano tutto. 
La scena davanti allo specchio è lunga e ripetitiva: bastano pochi dettagliper capire che si sente brutto.

Mara é una figura eterea, quasi un simbolo più che un personaggio. La sua storia (sfratto, occupazione abusiva) viene raccontata in modo atono, come se leggesse un verbale. Non ha voce propria, reazioni sue. È solo "la donna bella che salva l'uomo brutto" le darei più spessore.

Sistemerei il dialogo,: "Abitavo qui. Non potevo pagare l'affitto e sono stata sfrattata. Ho girovagato in case di amici e parenti..." questa è un'esposizione. La gente parla a spezzoni, con emozioni, non fa resoconti ordinati.


Il finale mi ha un po' confuso "Sarebbe andato lui da lei" - intendi il suicidio? Se sì, è troppo implicito e sbrigativo per un tema così pesante. "Attraversò di nuovo e rientrò"  
A volte usi un registro quasi poetico ("un veleno dolce"), altre volte sei cronachistica ("operai metalmeccanici"). Non c'è uniformità stilistica.

Suggerimenti concreti:

Taglia almeno un terzo della scena dello specchio. Un dettaglio forte basta.
Dai a Mara delle stranezze, delle contraddizioni ma falla esistere come persona, non come salvezza.
Riscrivi i dialoghi pensando a come parleresti tu in quella situazione, non a come suona in modo letterario
Rallenta il momento in cui si baciano. Facci sentire l'esitazione, il tremore, la paura di Daniele.
Chiarisci meglio il finale, anche senza essere esplicito: bastano dettagli concreti (il balcone, l'altezza, il freddo). Capisco che il finale è la traccia,ma in revisione lo puoi cambare.
Spero di rileggerti presto.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Fri Jan 02, 2026 9:27 pm
by Kasimiro
Ciao @Ro...se molto piacere di leggerti. Il tuo racconto mi sembra scritto bene, scorrevole, si legge d'un fiato. E questo è senza dubbio, a mio parere un bel pregio.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmEra l’alba del 25 dicembre. L’inizio di un giorno speciale: Natale
Perché marcarlo? Forse per dare evidenza all'evidente? L'inizio di un giorno speciale sembra che vada in direzione del preludio di una pessima giornata?
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmIl Natale non cambiava nulla. Un giorno di riposo che avrebbe voluto far sparire. Avrebbe preferito fare straordinari, se lo chiedevano. Non per l’azienda, ma per sé. Per tenere occupato il suo corpo,
Quanto lo capisco...
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmGli occhi asimmetrici. Il naso adunco, il collo tozzo che scoordinava il resto del corpo.  
     Chinò la testa e tirando su lo sguardo contemplò la pelle rosa, al centro del cranio, che si allargava ogni anno. Aprì la bocca e i denti non allineati, tra il bianco e il grigio, gli consigliarono di evitare di sorridere.
Non mi suona benissimo, sembra quasi un consiglio colloquiale, in questo caso forse più adolescenziale. Forse aggiungerei tipo: lo sguardo degli altri sembrava consigliargli di evitare di sorridere, oppure la sua coscienza gli suggeriva di evitare di sorridere. Non so, è un'idea.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pm  «Vorresti anche una fetta di panettone? La mia azienda lo ha regalato a tutti i dipendenti. Non l’ho ancora
aperto.»
Sostituirei con vuoi
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pm«Mi chiamo Mara. Abitavo qui. Non potevo pagare l’affitto e sono stata sfrattata. Ho girovagato in case di amici e parenti, ma oggi è Natale, hanno ospiti o sono ospiti e mi hanno invitata ad andare… fuori, come un pacco respinto. Nessuno si è preoccupato se c’era neve, gelo, vento. Natale è un evento da freddo assicurato.  Pioveva a dirotto. Non sapevo dove rifugiarmi Avevo conservato la chiave del portone di questo condominio e ho pensato di ripararmi qui. Nelle scale continuavo ad avere freddo e mi sono ricordato di te. Ti vedevo sempre da solo, ho sperato lo fossi anche oggi. Scusa per questa speranza.»
Mamma mia che tristezza! Mi torna in mente "La piccola fiammiferaia"
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmCome spiegare a una donna così bella il peso della propria solitudine - non scelto - che si porta addosso come un fardello invisibile.
     Solo anche a Natale. Persino i barboni non lo sono, e ricevono il pranzo in grandi capannoni caldi.
     Un uomo ricco non può sapere come vive un povero, e una persona bella non può comprendere come si sente in mezzo agli altri, chi sa di essere brutto.
Queste riflessioni, gusto personale, mi sembrano un po' ridondanti.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pm«Sì (virgola) vuoto, mi ero infilata senza pagare l’affitto.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmUscì sul balcone. Di lì a poco ci sarebbero stati fuochi d’artificio e musica. Forse non li avrebbe sentiti. Sarebbe stato felice con Mara, per sempre. Voleva solo questo. Rientrò in casa.
Metterei a capo rigo queste due frasi, staccate, in modo che abbiano più respiro

Fotografi una realtà molto più frequente di quanto ci si possa aspettare. Molto triste e malinconico. Forse il fatto che lei sapesse di lui e lui non sapesse chi fosse lei sembra strano. Questa presenza indefinita apparsa dal nulla risulta giustamente spaesante per il povero protagonista. Non mi sembra che abbia capito il collegamento con la ragazza morta, o è una mia impressione.
Il finale ribalta tutto il racconto in una parole, un po' ardito ma coraggioso. Forse si poteva trovare un modo per renderlo meglio. Quel “rientrò a casa” sintetizza tutto il racconto e il messaggio.
Piacevole lettura.
A rileggerti

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Fri Jan 02, 2026 10:43 pm
by Ro...se
Grazie @Kasimiro
Letto tutto. Preso nota. La piccola fiammiferaia. Ah ah. Mi piace. Hai ragione, mi sono dimenticata di procurarle almeno dei fiammiferi.
Ciao

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Fri Jan 02, 2026 10:47 pm
by Ro...se
Grazie @Albascura
Che bello che hai letto il mio racconto. Ho capito, spero tutto.  Tanta roba mi hai scritto. Sei stata gentile. Rivedo.
Ciao

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Sat Jan 03, 2026 2:31 pm
by Ro...se
Ciao @Albascura
Non ho capito bene come funziona, perché io mi sono attenuta alle disposizioni della lunghezza di 8000 caratteri spazi inclusi. Il tuo mi sembra più lungo. Tanto per sapere, non si sa mai, per il futuro, se avrò il coraggio di pubblicare un altro racconto.
Buona giornata.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Sat Jan 03, 2026 9:32 pm
by Modea72
Ciao @Ro...se, piacere di conoscerti con questa lettura.
Mi sembra ti abbiano già dato ottimi consigli, a mio parere hai ottime potenzialità, ho apprezzato il racconto, hai una bella penna, concordo sul fatto che ti sei dilungata in punti non necessari e hai glissato passaggi importanti. Tutto risolvibile con una revisione senza tempi e caratteri stretti.
Rispondo alla tua domanda sulla lunghezza del testo: se rileggi il regolamento,  vedrai che ci sono 2 opzioni, fino a 8.000 caratteri e fino a 16.000, in questo secondo caso hai l'obbligo di due commenti o di un commento a un racconto lungo in officina, in entrambi i casi, strutturati e costruttivi.
Spero di rileggerti presto.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Sat Jan 03, 2026 10:38 pm
by Ro...se
Grazie @Modea72
Commenti strutturali e costruttivi a un racconto lungo, non penso di esserne capace.  Devo ancora trovare l'officina e  capire cosa si costruisce e ripara dentro. Non ho ancora visitato tutte le zone di questa  casa.  Ci sono molti inquilini e mi inquieta. Però bravi. Per essere così tanti dietro c'è lavoro e impegno.  Complimenti.
Grazie Modea e buona serata

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Sun Jan 04, 2026 3:59 pm
by Modea72
C'è un grande staff sono d'accordo con te.
Il commento del lettore che dettaglia pro e contro, ma anche solo esprimendo le emozioni durante la lettura, è utilissimo e sono sicurissima che ne sei capace.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Tue Jan 06, 2026 5:29 pm
by Alberto Tosciri
Ciao @Ro...se e benvenuta al forum.

Il tuo racconto affronta con chiarezza due temi forti: la solitudine cronica e il bisogno di riconoscimento. 
Il Natale, invece di essere consolatorio, diventa uno specchio crudele che amplifica il vuoto di Daniele. La figura di Mara funziona come incarnazione del desiderio: accoglienza, calore, amore incondizionato. Il confine tra sogno e realtà è volutamente ambiguo e coerente con lo stato mentale del protagonista.
Daniele è ben caratterizzato: la consapevolezza del suo aspetto fisico, la sua autopercezione negativa è ossessiva e credibile, e il legame tra bruttezza fisica, povertà emotiva e isolamento sociale è centrale nel suo modo di guardare il mondo. Tuttavia, la sua identità rischia di ridursi a un solo asse (solitudine/bruttezza). Non evolve realmente: ciò rafforza la tragedia, ma limita la complessità psicologica.
L’inizio è lento, introspettivo, si entra in pieno nel problema. L’ingresso di Mara spezza bene la staticità e introduce calore e dialogo, cose che mancano a Daniele, come il senso di famiglia.
Non sono molto d’accordo, ma è solo un mio pensiero isolato, che i due debbano amarsi, fisicamente intendo. È la via apparentemente più naturale, facile, ma per me non è la soluzione,  toccare la felicità fisica che magari Daniele ha sempre desiderato. Ma non fare caso a questa mia esternazione. Mi rendo conto che suona atipica. 
Sono cresciuto a una scuola molto severa.
La ripetizione degli incontri onirici è efficace come idea, ad ogni modo, adeguandoci al mondo e al suo pensiero, ma risulta un po’ ridondante nella resa: il meccanismo viene spiegato più volte, invece di essere lasciato emergere in maniera graduale e naturale, nell’interpretazione del lettore.
Il finale è volutamente sospeso e inquietante, ma molto ellittico: suggerisce una scelta definitiva senza mostrarla, affidandosi all’intuizione del lettore.
Il tuo stile mi piace: apparentemente semplice, (ma ci vuole una certa maestria a scrivere così), diretto, a tratti quasi spoglio. Funziona bene nei momenti di introspezione. Ci sono alcune ripetizioni concettuali (bruttezza, solitudine, alcol), direi a intuito qualche punteggiatura da rivedere, (ma anche io ho problemi con la punteggiatura), ci sono passaggi spiegati invece che mostrati (soprattutto nei pensieri di Daniele).
Si sente un cuore emotivo forte e sincero nel racconto: si percepisce che nasce da una riflessione profonda sulla solitudine e sul bisogno umano di essere visti e accolti. La figura di Mara è efficace come simbolo più che come persona reale, e l’idea del sogno che diventa l’unico spazio vivibile è potente e coerente.
Io non sono un critico, faccio molta fatica con me stesso anche nelle cose che scrivo; a mio parere  mi permetto di dire che potresti mostrare di più le azioni, i sentimenti, spiegare di meno.
Ad esempio in diversi punti Daniele “dice” ciò che prova in modo molto esplicito. Prova a lasciare che siano i gesti, i silenzi o le azioni a suggerire il suo stato d’animo: il lettore capirà comunque, forse con maggiore coinvolgimento.

Puoi snellire alcune parti (soprattutto sull’autosvalutazione fisica e sulla ripetizione dei sogni), renderebbe il testo più incisivo. Puoi rendere Mara più ambigua, proprio perché è probabilmente una proiezione, potrebbe essere interessante darle qualche imperfezione, una frase “stonata”, un dettaglio incoerente: renderebbe il confine tra sogno e realtà ancora più disturbante e credibile.
Il finale è suggestivo, ma molto rapido rispetto al peso di ciò che suggerisce. Potresti rallentarlo leggermente, lavorando sulle sensazioni di Daniele negli ultimi istanti, senza bisogno di esplicitare nulla.
Nel complesso, è un racconto intenso, malinconico e coerente, che lascia addosso una sensazione di freddo e desiderio non appagato. Con una maggiore fiducia nel non detto, potrebbe diventare ancora più incisivo e memorabile.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Tue Jan 06, 2026 6:32 pm
by sefora2
Quale  esordio è una prova notevole. Le pecche sono tutte già in vista, non le riprendo; il lettore è comunque coinvolto e la scrittura efficace. Continua a scrivere, migliorerai senz'altro!

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Wed Jan 07, 2026 1:08 pm
by Ro...se
Grazie @Alberto Tosciri
Tutto giusto quello che  hai scritto tu e anche gli altri. Alcuni tratti non sono riuscita a descriverli meglio perché legata dai limiti dei caratteri  e dalla traccia. Ma non è un'ottima giustificazione, lo so, ora. Di nuovo grazie.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Wed Jan 07, 2026 2:39 pm
by Sira
@Ro...se
Ricorda: per partecipare è obbligatorio pubblicare entro le 23:59 di oggi, mercoledì 7 gennaio, un commento approfondito a un altro testo.
Puoi scegliere sia un racconto di questo contest sia uno presente in Officina.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Wed Jan 07, 2026 3:54 pm
by @Monica
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pm    «Ah! Quante ore mancano alla fine di questo giorno.» Disse, sprofondando nella poltrona.
disse va scritto
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmDieci anni di solitudine, da quando erano morti i genitori: operai metalmeccanici. Anche lui aveva seguito le loro orme…  di grasso e fetore ferroso.
C’è qualcosa che non torna nella costruzione. 
Dieci anni di solitudine da quando erano morti i genitori (a cosa serve nell’economia del racconto specificare che si trattava di operai metalmeccanici?)
Perché poi proseguire con Anche lui? Chi oltre a lui aveva seguito le orme dei genitori? 

M
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmAvrebbe preferito fare straordinari, se lo chiedevano
se glielo chiedevano
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmaltri sposati o traferiti.
trasferiti (refuso)
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmE ripercorse l’elenco.
     Gli occhi asimmetrici. Il naso adunco, il collo tozzo che scoordinava il resto del corpo.  
dopo la parole elenco avrei visto meglio i due punti 
E ripercorse l’elenco: occhi asimmetrici, naso adunco, collo tozzo ecc.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmChinò la testa e tirando su lo sguardo contemplò la pelle rosa, al centro del cranio, che si allargava ogni anno.
Chinò la testa e, tirando (meglio alzando) su lo sguardo, (inciso) contemplò la pelle rosa che si allargava ogni anno di più, al centro del cranio. (Cranio ę bruttino cercherei un sinonimo.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmpeggiori.» Confermò alla sua faccia riflessa.
confermò va scritto minuscolo.
Ro...se wrote: Fri Dec 26, 2025 11:40 pmEcco nuovamente il suono di campanello: si sveglia di colpo,
Perché dal passato al presente?

Cavolo @Ro...se Che finale agghiacciante!
Il racconto necessita di un po’ di revisione ma la storia tiene. Il finale risulta una doccia fredda per come hai costruito la storia. Ho letto il racconto volentieri cercando di capire dove avresti condotto il lettore. Una storia a cavallo tra il fantastico e l’attuale. Delicati i temi che hai trattato. 
Un buon lavoro! 

 

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Wed Jan 07, 2026 5:03 pm
by Ro...se
Ciao @Sira
Cioè se volessi votare i racconti del Contest di Natale devo prima fare un commento lungo a un racconto, altrimenti non posso votare?

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Wed Jan 07, 2026 8:35 pm
by Poeta Zaza
Ro...se wrote: Wed Jan 07, 2026 5:03 pm Cioè se volessi votare i racconti del Contest di Natale devo prima fare un commento lungo a un racconto, altrimenti non posso votare?
Ciao @Ro...se

No, non devi commentare un racconto lungo per votare.
Però, entro la mezzanotte del 7 gennaio, oggi, devi ancora fare due cose:
- esprimere tre voti nella Stanza votazione, qui:
viewforum.php?f=32

- fare un commento articolato a un racconto qualsiasi, breve come è stato il tuo per il Contest, e di questo commento vai a mettere il link come risposta al tuo testo.

Re: [CN25] A Natale anche i brutti sono belli

Posted: Wed Jan 07, 2026 8:57 pm
by Sira
@Ro...se 
Come anticipato da @Poeta Zaza il commento è necessario per poter accedere al contest. Ti incollo la parte del regolamento pubblicato nel topic ufficiale: 
Commenti: il commento potrà essere pubblicato entro la fine della gara e il link andrà inserito come post in risposta al testo.